Il Tirreno

Pontedera

Acropoli, la sconosciuta

Acropoli, la sconosciuta

Tesoro etrusco con pochi cartelli turistici, accesso impervio e “barriere”

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VOLTERRA. Alla ricerca dell'Acropoli perduta, ovvero quando la finzione cinematografica dell'archeologia trova conferme nella realtà, tra difficoltà e degrado.

Una cosa è certa per i volterrani e non: in pochi sanno raccontare dell'Acropoli e forse anche meno sono quelli che l'hanno visitata.

La posizione, l'assenza di segnaletica, l'impervio accesso sono tutte caratteristiche negative dell'area archeologica apogeo del parco Fiumi.

Questo è proprio il caso dell'Acropoli etrusca, una vasta e suggestiva area della sommità di piano di Castello, occupata fin dalla preistoria e fino al XV secolo. Resti di edifici, di templi, porzioni di strade ed un sistema di cisterne tra cui spicca la famosa piscina delle "Vaghe stelle dell'orsa" incorniciati da una vista mozzafiato, che spazia dal mar Tirreno alle cime innevate degli Appennini e delle alpi Apuane.

Per non parlare della vista privilegiata sulla città e sulla torre del palazzo dei Priori. Un posto meraviglioso se solo fosse facile da trovare e da raggiungere.

Infatti, al di là della cartellonistica che in città indica l'Acropoli (e un biglietto di ingresso di 3.50 per visitarla), giunti all'interno del parco Fiumi ci si deve attrezzare come Indiana Jones ed avventurarsi alla ricerca dell'ingresso.

Una volta rintracciata l'entrata non è semplice, soprattutto se i visitatori sono persone anziane, oppure se i visitatori hanno con sé una carrozzina baby. Tanto meno se chi si vuol godere l’Acropoli è un disabile. Nascosto dentro un boschetto l'ingresso non presenta ne segnaletica né indicazioni di sorta, ma soprattutto una pianta proprio al centro del vialetto d'accesso rende altamente difficoltoso il passaggio, per non dire impossibile, agli invalidi.

Tutto in barba alle norme per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Comunque non solo difficoltà ma anche degrado, la rete di recinzione è in condizioni pessime, per non parlare del telo verde posto a protezione, strappato e sfilacciato, che infonde un brutto senso di arrangiato. Fortunatamente l'interno dell'area è in buone condizioni.

Dal canto suo l’assessore alla cultura Lilia Silvi è consapevole delle condizioni dell’Acropoli e oggi porterà la questione in giunta, lei che da sempre è innamorata della storia volterrana e che da quando è amministratore prova a dare valorizzare quel che può, con le risorse esigue a disposizione. «Stiamo aspettando dalla Cooperativa che gestisce il sistema museale che siano pronti a cartelli turistici da installare, speriamo quanto prima», dice.

Riccardo Rinaldi

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