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«L’Unione è senza futuro Crespina ha fatto bene»

PONTEDERA. Si mantiene decisamente vivo il dibattito sul futuro dell’Unione dei Comuni della Valdera, soprattutto dopo la decisione del sindaco del Comune di Crespina, Thomas D’Addona, di uscire...

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PONTEDERA. Si mantiene decisamente vivo il dibattito sul futuro dell’Unione dei Comuni della Valdera, soprattutto dopo la decisione del sindaco del Comune di Crespina, Thomas D’Addona, di uscire dalla stessa Unione.

Numerose le prese di posizione, da parte degli altri Comuni e di esponenti dello stesso partito di D’Addona (il Partito Democratico), contro la scelta crespinese.

«In questi giorni – sostengono Matteo Arcenni, Matteo Bagnoli e Paolo Bandecca – in molti si sono voluti esprimere sulla decisione assunta dal Comune di Crespina di uscire dall’Unione Valdera. Nella maggior parte dei casi hanno mosso accuse e sentenziato verdetti contro le scelte della maggioranza di Crespina come se avessero fatto un “lex iulia maiestatis” contro la monarchia assoluta imperante in Valdera e in Toscana. E ci riferiamo al regime oscurantista che il Pci, il Pds, i Ds e il Pd oggi hanno realizzato negli ultimi 60 anni nel nostro territorio, che mira a uniformare e controllare tutto, togliendo la sovranità ai singoli enti locali e democrazia ai cittadini».

I tre consiglieri, invece, guardano con grande favore alla decisione assunta dal sindaco D’Addona.

«Come già abbiamo fatto alcuni giorni fa – proseguono Arcenni, Bagnoli e Bandecca – noi brindiamo alla scelta del Comune di Crespina per aver dimostrato coraggio e autonomia in questa scelta nell’esclusivo interesse dei suoi cittadini. Del resto, caro Pasquinucci (il riferimento è al segretario pontederese del Partito Democratico, ndr) è vero che l’Unione non è un taxi, ma in realtà è un carro funebre che sta portando i 13 comuni rimasti a un futuro di sudditi e di costi incalcolabili e dissesti finanziari.

Forse lor signori non se ne sono ancora accorti, ma dal 2010 ad oggi l’Unione ha visto aumentare i soli costi per la gestioni delle sole sedi a 334mila euro annui, toccando nel solo biennio 2010-2011 quasi due milioni circa di costi: per gestione, formazione, trasferimenti ad associazioni e per progetti spesso vicini ad amici, incarichi professionali, senza considerare che il numero complessivo dei dipendenti pubblici da quando esiste l’Unione non è diminuito ma aumentato di varie decine di unità. Alla faccia dei risparmi e delle sinergie tra i comuni».

Da qui un invito agli altri amministratori da parte di Matteo Arcenni, Matteo Bagnoli e Paolo Bandecca.

«Cari sindaci e caro segretario del Pd, smettete di strillare, perché Crespina ha fatto bene e se ancora avete a cuore il futuro dei cittadini ammettete di aver sbagliato con la realizzazione di questo tipo di Unione troppo grande, troppo cara, troppo appiattita sulle sole esigenze dei grandi Comuni, decretando definitivamente la sua morte scegliendo percorsi alternativi e realmente utili ai cittadini e al contenimento dei costi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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