Attenzione
«Comuni ricorrete contro la tassa»
Bonifica, l’appello del comitato non consorzi: una gabella ingiusta
VOLTERRA. Dall’Alta Valdicecina alla costa. L’onda del Comitato no consorzi di bonifica contagia anche la Bassa Valdicecina al grido “Non pagare gli avvisi bonari e fate i ricorsi collettivi al momento che arriveranno le cartelle esattoriali”.
Non solo lotta e inviti a non pagare però. L’intenzione del comitato, supportato da un punto di vista legale dall’avvocato Flavio Nuti, è quello di dare il via ad una raccolta di firme per la modifica, o abrogazione della legge regionale. «In modo da risolvere la questione alla radice per eliminare questo ingiusto balzello, senza che ciò implichi essere contro le opere di bonifica e manutenzione idraulica necessarie alla manutenzione del territorio», dicono dal Comitato che ha da poco aperto una sua succursale anche a Rosignano Solvay, in via Mascagni, che sarà coordinata dalla consigliera comunale Angela Porciani.
Il comitato, in Alta Valdicecina è supportato dalle liste civiche Insieme per cambiare. È da questo gruppo che parte un messaggio chiaro all’amministrazione di Volterra. «La cosa auspicabile è che i comuni del territorio – dicono – in particolare Volterra, che non aderisce all’Unione dei Comuni, si decidano una buona volta a prendere una posizione netta contro gli enti di bonifica, proponendo essi stessi ricorso contro le cartelle che, come tutti i cittadini, devono pagare per migliaia di euro senza di fatto avere mai ricevuto alcun beneficio diretto alle loro numerose proprietà, dando con ciò una forte e autorevole voce contro questa illegittima gabella, che di fatto si traduce in una doppia tassazione sulla proprietà». Si torna a spiegare la modalità dei ricorsi e lo stato della normativa sulla bonifica, rilevando le criticità della legge regionale. «L'opposizione alla tassa di bonifica , anche nei confronti del Consorzio delle Colline Livornesi, non è solo un gesto di protesta – dicono – ma una dimostrazione, in termini di legge, dell'ingiusto balzello che non trovava ragione di essere se non per consentire a un ente di mantenere i costi della sua struttura, sproporzionati se messi in relazione alle opere idrauliche realizzate. Ci sono vari aspetti per i quali si deve far pressione affinché la Regione Toscana metta mano al riordino legislativo di questi ormai inutili enti; in Toscana sono 13 i Consorzi di bonifica che a fronte di 345 dipendenti sono costretti a sostenere 323 amministratori. Un paradosso» .(f.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
