Sicurezza
Raid nell’agriturismo addio a 30 quintali di vino
Nella notte sono stati manomessi i rubinetti dei silos. Danni per migliaia di euro Bucate anche le gomme di due mezzi. «Pensiamo ad un’azione intimidatoria»
SAN MINIATO. Tutto lascia pensare ad un’azione intimidatoria. Come un avvertimento. Un raid notturno pensato per far danni ma soprattutto per mettere paura. Sono scioccati i titolari dell’agriturismo Bellavista, sulle colline di Calenzano: un’oasi di pace, che ogni settimana porta a San Miniato almeno 40 turisti, presa di mira tra mercoledì e giovedì da un raid vandalico cha ha causato migliaia di euro di danni. A fare la brutta scoperta, intorno alle 5,30 di ieri mattina, è stato uno dei dipendenti, che ha trovato litri e litri di vino sparsi in terra, di fronte ai quattro silos di Chianti posti all’esterno della struttura. Qualcuno, nella notte, aveva manomesso i rubinetti, lasciando fuoriuscire per almeno un paio d’ore circa 30 quintali di vino, prodotto in agriturismo. «Un danno da alcune migliaia di euro – dice Stefano Giani, uno dei titolari –, che può salire fino a 15mila se il vino fosse stato destinato all’imbottigliamento. Per fortuna, il nostro operaio è arrivato in azienda due ore prima del previsto».
In uno dei quattro silos, però, oltre ad aprire il rubinetto, i malviventi hanno trovato anche il tempo di rimuovere alcune delle viti che tengono il bocchettone alla base della struttura, lasciandole lì, in terra. «Un’apertura da 15 centimetri di diametro – spiega Giani – che se aperta completamente riversa in pochi minuti l’intero contenuto dei silos, che a seconda delle dimensioni contengono 100 o 200 quintali di vino, per un valore complessivo di almeno 70mila euro. È come se avessero mandato un messaggio: come per dimostrare che in futuro, se vogliono, possono davvero rovinarci». Ma non è tutto: prima di andarsene, gli autori del raid hanno anche bucato i pneumatici di due mezzi parcheggiati all’esterno dell’agriturismo, di proprietà dei titolari, più il furgoncino dell’azienda. «Ce ne siamo resi conto entrando in superstrada, quando il furgone ha iniziato a sbandare – aggiunge la cognata, Gioia Frau –. È un gesto grave e pericoloso, che ci preoccupa». «Non ci era mai successo niente del genere – riprende Giani –. Siamo persone per bene: abbiamo aperto dal 2000 e abbiamo sempre cercato di lavorare al meglio. Adesso valuteremo la possibilità di recintare i silos, oppure di trasferirli altrove». I titolari dell’agriturismo hanno sporto denuncia ai carabinieri, chiamati adesso a far luce su un episodio che getta un’ombra sinistra su San Miniato.
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google