Nuova Bulleri in azienda soffia il vento dell’Est
Commessa da oltre 300mila euro per la cooperativa Il presidente: «Stiamo riscuotendo fiducia»
CASCINA. Maxi commessa da oltre 300mila euro. Continua a navigare su una buona rotta la Nuova Bulleri. Il contratto arriva dalla Russia, un macchinario a 5 assi controllati. E il committente è un'azienda che lavora articoli per il settore dell'automotive. Un dettaglio che a Cascina ha il sapore di un’opportunità, allargando la platea dei potenziali clienti della cooperativa nata sulle ceneri della Bulleri Brevetti.
«Aver fatto un ordine di questa importanza e in un Paese lontano vuol dire che la nostra ditta sta riscuotendo fiducia e si dimostra credibile – afferma il presidente della cooperativa Alberto Bulleri –. Ci stiamo riprendendo un pezzetto di quanto avevamo immaginato con il piano industriale anche se siamo partiti in un momento di estrema crisi».
La Nuova Bulleri è la cooperativa nata sulle ceneri della Bulleri Brevetti, la società messa in liquidazione dalla proprietà Sicar nel 2009. Da oltre un anno 11 ex dipendenti hanno ripreso a produrre macchinari per la lavorazione del legno. Macchine a controllo numerico, capaci di lavorare a 5 assi. Legno, plastica e metalli leggeri come l'alluminio. Nel capannone sono dieci i macchinari attualmente in fase di costruzione. Piccoli numeri, che danno il segno della rinascita di un'azienda che negli anni d'oro sfornava anche un centinaio di macchinari all'anno.
Un progetto che si regge su una serie di tasselli. Tra questi la fiducia delle banche locali, dalla Bcc di Cascina a quella di Fornacette. «Con quest’ultima di recente abbiamo definito una formula per la gestione dei fidi adeguata alla nostre dimensioni e particolarmente flessibile», spiega Bulleri. «Stiamo iniziando a lavorare con la Russia perché abbiamo assunto un vecchio collaboratore che si occupava di quei mercati. E cominciano a dare i loro frutti anche gli investimenti commerciali, il nuovo sito web dell’azienda e i nuovi cataloghi». Inoltre, con un ex collaboratore spagnolo a Valencia, in Spagna, è stato aperto un centro di assistenza e vendita.
«L’azienda aveva le credenziali per stare sul mercato, le difficoltà che l’hanno investita erano figlie dell'incapacità del vecchio management – dice il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese -. È un caso da prendere a riferimento per la volontà dei lavoratori di vivere gli ammortizzatori sociali non in modo narcotizzante. Quei soldi sono serviti per far partire la cooperativa».
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