Il Tirreno

Pontedera

Sott’accusa i lavori nel centro di Montopoli

di Giacomo Pelfer
Sott’accusa i lavori nel centro di Montopoli

Stamani è previsto un altro sit-in di protesta contro il blocco totale del traffico Il promotore è stato convocato in Comune perché retroceda dall’intento

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MONTOPOLI. Il presidio in piazza non s’ha da fare. I lavori devono essere garantiti, a costo di mandare le forze dell’ordine a protezione del cantiere. Quasi scene da Val di Susa, che rivivono in piccolo nel centro storico di Montopoli, attorno ai lavori per la pavimentazione della centralissima piazza Michele. A tornare all’attacco, dopo il sit-in all’apertura dei lavori del 26 marzo scorso, è stato Cesare Ciurli, residente di via Guicciardini, da subito a capo della protesta. A partire da stamani, infatti, i lavori per la nuova pavimentazione interesseranno la strettoia tra la piazza e via Santo Stefano, sospendendo per otto giorni il senso unico alternato e spezzando in due, di fatto, il centro storico di Montopoli. Da qui la nuova protesta di Ciurli, che ieri mattina ha attaccato e distribuito alcuni manifesti per invitare tutti i cittadini alla mobilitazione, in programma dalle 8 di stamani. «Insieme si vince! – recita il manifesto –. La soluzione c’è se tutti la vogliamo. Montopolesi sveglia». Un invito che ha messo in allarme l’amministrazione comunale, che a fine mattinata ha spedito due agenti della polizia municipale sotto casa di Ciurli, convocandolo in Comune per le 17 su richiesta del sindaco Alessandra Vivaldi, alla presenza del maresciallo dei carabinieri e della comandante della municipale.

La chiamata dal sindaco. «Una sorta di tribunale – dice Ciurli – neanche fossi un delinquente. Un modo di fare che sicuramente è fuori del comune. Il sindaco mi ha detto che la manifestazione non si può fare, per non intralciare i lavori, spiegando che in caso contrario chiamerà le forze dell’ordine». Il promotore della manifestazione, però, non si dice disposto a ritirare l’invito: «Sarò in piazza comunque – spiega – per vedere quale sarà la risposta dei cittadini».

I motivi della protesta. Dopo il primo sit-in del 26 marzo, l’amministrazione fu costretta a riscrivere l’ordinanza d’inizio lavori, inserendo nero su bianco l’istituzione del senso unico alternato con impianto semaforico. Fatti salvi, però, i giorni in cui il cantiere avrebbe lavorato nei tre innesti con le vie Santo Stefano, Barberia e Guicciardini. Da qui il blocco di 8 giorni, a partire da oggi, per il posizionamento del lastricato da via Santo Stefano. Fino a giovedì 21, quindi, per raggiungere la parte più alta del borgo o i parcheggi di via Barberia, si dovrà salire al paese dal lato sud, attraverso via Dell’Inferno. «Non ha senso prolungare il lastricato fino in via Santo Stefano – lamenta Ciurli –, senza pensare al giro che dovrà fare l’ambulanza per raggiungere via Barberia. Questi giorni di blocco, poi, non sono che l’inizio: ne serviranno altrettanti sul lato di via Guicciardini e di via Barberia, che resterà di fatto isolata».

La ditta si difende. «Il lastricato ha bisogno dei suoi tempi – dice Pierluigi Zolfanelli, titolare della ditta che esegue i lavori –: non è possibile riaprire subito il traffico. Stiamo già facendo il possibile per garantire la viabilità, addirittura lavorando sempre con due vigili sul cantiere in modo da far passare le auto».

La comunicazione. «Certi disagi sono inevitabili – aggiunge Luigi Bachini dell’hotel Quattro Gigli – , ma cerchiamo comunque di organizzarci, anche grazie alla disponibilità della ditta. Quello che manca, magari, è un po’ di preavviso nelle comunicazioni». Solo per questa sera, infatti, praticamente a blocco ormai avviato, è convocata la Consulta che illustrerà le fasi dei lavori.

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