Il Tirreno

Pontedera

Fuori dall’Unione e nel futuro guarda alle Colline pisane

di Francesca Suggi
Fuori dall’Unione e nel futuro guarda alle Colline pisane

Crespina esce dall’ente Valdera: la legge ce lo impone Il presidente Turini rispetta la decisione: nessuna frattura

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CRESPINA. Esce dall’Unione Valdera. Motiva la decisione imposta, a suo parere, dalla legge regionale 68 rispetto al futuro dei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti. E guarda al futuro strizzando l’occhio ai vicini comuni delle colline pisane con i quali confina, e tutti “mignon” come il suo. Lui è il sindaco di Crespina Thomas D’Addona che formalmente saluta quell'ente costituitosi 4 anni fa, riunendo sotto una sola bandiera ben 15 comuni della Valdera, con oltre 120mila abitanti e 648 chilometri quadrati di territorio, è la seconda Unione a livello nazionale per dimensione demografica.

«La criticità dalla quale è partita la mia riflessione – spiega – arriva insieme alla legge regionale 68 che rilancia le linee guida della normativa nazionale. Questa legge per un comune piccolo come il nostro, sotto i 5mila abitanti, ha un senso se viene avviato un processo di fusione tra amministrazioni piccole». D’Addona sottolinea che all’interno dell’Unione Valdera non ha comuni confinanti della “sua misura”, con le sue stesse esigenze. «Se non vado errato è l’unico caso in Toscana – e prosegue con i motivi – Se io come vuole la legge andassi a delegare all’Unione ben 6 funzioni fondamentali, ovvero polizia municipale, servizi sociali, servizi scolastici, viabilità e trasporti, ufficio tecnico, tributi-anagrafe e economato – nel giro di poco tutti i dipendenti comunali diventerebbero dell’Unione».

In soldoni Crespina esce dall’Unione, gestirà una fase transitoria rispetto alle convenzioni in essere (edilizia scolastica, socio-sanitario, ufficio personale, protezione civile, alcuni servizi informatici), dovrà decidere (se la legge lo consente) se mantenerne alcune. E comunque da qui a settembre dovrà associare - come richiesto dalla normativa - due funzioni: una con tutta probabilità sarà quella dei servizi scolastici in essere con l’Unione (le gare per mensa, scuolabus sono ancora valide). «L’altra è tutta da decidere – aggiunge – anche noi dobbiamo capire come gestirci al meglio. Sicuramente, per geografia ed esigenze, Crespina guarda alle Colline pisane ma si tratta di eventuali percorsi tutti da costruire».

Nessuna frattura con l’Unione Valdera. Parola del presidente David Turini. «Comprendiamo le motivazioni legate ad una questione di omogeneità dei territori. Nella giunta di lunedì abbiamo quindi liquidato il nuovo statuto, entro settembre andremo ad associare due funzioni che saranno settore scolastico e vigili urbani. Per il resto questa uscita non penalizzerà nessuno, tutto sarà rimodulato. L’Unione è un ente in cui si può accedere o uscirne liberamente».

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