Sicurezza
In quell’area dovrebbero nascere 52 case
Quando il progetto arriva in consiglio comunale siamo nell'autunno del 2005: se ne parlava già da quindici anni. L'area dove nasceva il velodromo, 11mila metri quadrati di proprietà della Casa del...
Quando il progetto arriva in consiglio comunale siamo nell'autunno del 2005: se ne parlava già da quindici anni. L'area dove nasceva il velodromo, 11mila metri quadrati di proprietà della Casa del popolo, avrebbe detto addio all'impianto sportivo all'in terno del parco dei Pini, per far nascere case e aree verdi. L'intero terreno della Casa del popolo doveva essere diviso in due: metà ceduto al Comune e destinato a giardini, parcheggi, un museo della bicicletta e la biblioteca, dall'altra appartamenti: 52 in tutto. Poi venne a galla un errore. Nel progetto era stato inserito un terreno che non apparteneva a quel lotto e falsava tutta la volumetria. Si ripartì da capo. Il via libera risale al maggio del 2009. Da allora sono arrivate le ruspe, la pista è stata smembrata. È rimasta - come monumento al passato - un pezzo di gradinata e di curva dell’impianto. Poi tutto s’è fermato. Nel frattempo i veleni che si erano riversati nella discussione politica, sono finiti anche sui tavoli dei magistrati. Ed è partita questa inchiesta che è alle prime battute e che, per ora,rimane top-secret nel contenuto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
