Finanza
Colpo d’argento per i balestrieri
VOLTERRA. Un'organizzazione perfetta, due bellissime giornate di sport e rievocazioni storiche, tanti partecipanti ma purtroppo tanti secondi posti: è stato questo per la Compagnia Balestrieri Città...
VOLTERRA. Un'organizzazione perfetta, due bellissime giornate di sport e rievocazioni storiche, tanti partecipanti ma purtroppo tanti secondi posti: è stato questo per la Compagnia Balestrieri Città di Volterra il campionato Italiano di balestra antica da banco Litab. In piazza dei Priori, infatti, 12 compagnie di balestrieri si sono sfidate nell'annuale competizione suddivisa in tre categorie.
«Sono state 2 giornate intense – spiega il balestriere volterrano Alessandro Benassai – che hanno dato la possibilità a tanti curiosi e appassionati di avvicinarsi a una disciplina storica, in cui Volterra ha spesso primeggiato. Peccato per i numerosi piazzamenti e le poche vittorie ottenute in questa edizione, ma guardando la concorrenza possiamo essere soddisfatti di quanto fatto. Amelia, Assisi, Chioggia, Gualdo Tadino, Iglesias, Norcia, Pisa, Prarostino, San Paolino Lucca, Terra del Sole e Ventimiglia, oltre a Volterra: i più forti balestrieri di tutta Italia si sono sfidati all'ultimo colpo». Tre, come detto le competizioni. Si è partiti il sabato, con la gara del Maestro d'Armi: a trionfare è stato Dino Perla, da Assisi, mentre al secondo posto si è piazzato Mario Benassai, da Volterra, e al terzo Francesco Pugliesi, da Pisa. La domenica, sono state due le sfide. Nella gara a squadre la vittoria è andata a Terra del Sole (334 punti), con Volterra (328) e Pisa (301) a completare il podio; nella gara individuale invece a imporsi è stato Manrico Paolantoni, da Amelia, davanti a Stefano Petrini, da Gualdo Tadino, e a Marco Nieri, da San Paolino Lucca. «Non siamo riusciti a portare a casa una vittoria – conclude Benassai – ma siamo felici, per l'affluenza di partecipanti e per quella di spettatori. Speriamo che anche nelle prossime manifestazioni in programma il meteo sia dalla nostra parte».
Nicolò Colombini
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