Il Tirreno

Pontedera

Se il reddito cala l’Unione aiuta chi ha uno sfratto

Se il reddito cala l’Unione aiuta chi ha uno sfratto

Da oggi, per un mese, si può presentare domanda per avere i contributi: ecco cosa serve e come fare

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PONTEDERA. Dopo il successo del primo bando per le famiglie in difficoltà economica colpite da provvedimenti di sfratto per morosità l’Unione dei Comuni della Valdera replica con l’uscita di un secondo bando pubblico.

Da oggi, per un mese, fino all’11 luglio sarà possibile presentare domanda.

I requisiti. Occorre possedere la cittadinanza italiana o di uno Stato appartenente all'Unione europea, o di altro Stato purché in regola con la normativa vigente; la titolarità di un contratto di locazione di edilizia privata di unità immobiliare ad suo abitativo, regolarmente registrato e non di lusso; dev’esseci pendenza di un procedimento di intimazione di sfratto per morosità per il quale:      non sia ancora intervenuto il provvedimento di convalida ;     ovvero quello per cui è intervenuta la convalida ma non c’è stata ancora esecuzione; in questo secondo caso dovrà comunque intervenire un nuovo accordo sulle condizioni contrattuali; residenza nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio ubicato in un Comune della Valdera.

I limiti di reddito. Per fare domanda occorre avere un reddito attuale documentato dall’Ise non superiore a 35.000 euro e valore Isee non superiore a 20.000 euro.Deve risultare da una dichiarazione in corso di validità e relativi ai redditi 2010; non si può avere titolarità per una quota superiore al 30% di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su immobili a destinazione abitativa siti sul territorio nazionale.

Altri requisiti. Va documentato il possesso per almeno uno dei componenti del nucleo familiare residente nell’alloggio di una delle seguenti condizioni soggettive : essere un lavoratore dipendente, autonomo, o precario colpito dagli effetti della crisi economica, con conseguente riduzione della capacità reddituale per un evento quale licenziamento, (ad esclusione di quello per giusta causa, di quello per giustificato motivo soggettivo e ad esclusione delle dimissioni volontarie);         accordi aziendali o sindacali con riduzione dell’orario di lavoro;          cassa integrazione ordinaria o straordinaria;          collocazione in stato di mobilità;           mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipico;          cessazione di attività libero professionali o di imprese registrate alla Camera di commercio aperte da almeno 12 mesi; malattia grave, infortunio o decesso di un componente il nucleo familiare che abbia comportato la riduzione del reddito o la necessità di far fronte a spese mediche e assistenziali di particolare rilevanza.

Gli importi che si possono avere. Il contributo previsto dall’Unione potrà al massimo arrivare a 8000 euro e verrà erogato direttamente ai proprietari che interromperanno formalmente la procedura di sfratto prima della convalida, o comunque prima della sua esecuzione e quindi proseguiranno con il contratto di locazione in essere o ne stipuleranno uno nuovo.

Un aiuto concreto. Corrado Guidi, referente dell’Unione Valdera per le politiche sociali commenta: «Grazie ad un cospicuo finanziamento regionale col primo bando uscito a febbraio abbiamo concretamente aiutato 17 famiglie ad affrontare il dramma dello sfratto e ciò ci ha indubbiamente aiutato a gestire le emergenze, considerata la situazione di forte pressione in questo momento in atto sul fronte degli sfratti per morosità».

Delle 17 famiglie beneficiarie 7 avevano un componente che aveva perso il posto di lavoro, 3 avevano visto ridursi i loro redditi a causa della Cig o delle riduzione dell’orario di lavoro, 5 a cui non era stato rinnovato il contratto di lavoro, 3 che sono state costrette a cessare le loro attività d’impresa o di liberi professionisti e le rimanenti che hanno avuto grossi problemi di salute che hanno comportato una riduzione del reddito. «Come si vede da questi dati - continua Corrado Guidi - spesso la morosità deriva dalla perdita o riduzione del lavoro che in questi ultimi anni ha assunto dimensioni drammatiche. Come Valdera abbiamo però dimostrato che anche in questi complessi casi un aiuto si può dare per non far scivolare nella disperazione intere famiglie. Certo è che questo è un intervento pensato per gestire le emergenze e che purtroppo non risolve alla radice il problema, ma almeno da un sollievo che sommato a quello che di solito assicurano i Comuni con le loro scarse risorse può almeno aiutare le famiglie in difficoltà a non sentirsi sole». «Perché - conclude Guidi - non bisogna mai dimenticare che la perdita della casa non è solo la perdita di un bene materiale sostituibile, ma è una terribile sofferenza psicologica, uno sradicamento dalla propria comunità che coinvolge tutta la famiglia, e dove ci sono bambini è ancora se possibile più ingiusto».

A chi rivolgersi. La domanda e il bando sono scaricabili dal sito www.unione.valdera.pi.it o reperibili nei Comuni e a i sindacati degli inquilini. L’Agenzia Casa Valdera, a cui dovranno essere presentate le domande, lsi trova in via Brigate Partigiane n.4 - riceverà le domande nei seguenti giorni di apertura al pubblico: lunedì dalle 14.30 alle 18.30;      venerdì dalle 9 alle 13.

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