Il Tirreno

Pontedera

Tra una corsa e l’altra anche 2 ore

Tra una corsa e l’altra anche 2 ore

La segnalazione arriva da chi viaggia tra Pisa e i paesini della provincia

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CASCINA. Il passaggio dall’orario invernale a quello estivo, per i collegamenti ferroviari, genera subito proteste. Una arriva dal Cascinese. «Con il cambio di orario dei treni – scrive Giuseppe Carli – Cascina e i Comuni che si riferiscono a questa stazione per i loro collegamenti, vengono ulteriormente penalizzati con buchi di orario di oltre due ore».

Cascina ha oltre quarantamila abitanti e nel territorio comunale ci sono tre stazioni ferroviarie.

«Sarebbe troppo chiedere la valorizzazione di almeno una di esse– scrive ancora Carli – Pontedera è un comune molto più piccolo, eppure, li, i treni fermano tutti».

Sempre secondo la protesta del lettore, le amministrazioni comunali degli ultimi cinquanta  anni hanno, «costantemente, snobbato il servizio ferroviario e il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Avere più fermate costituisce un prestigio per la città, altrimenti chi passa in treno può essere portato a pensare che Cascina sia solamente un insignificante borgo fra Pontedera e Pisa». Ma non è soltanto una questione di campanile. Negli ultimi anni la crescita demografica di questo territorio è dovuto soprattutto a persone che hanno lavoro nel Pisano. E che, con questa ennesima penalizzazione dei trasporti pubblici, sono costretti a dover utilizzare i propri veicoli per spostarsi, con aggravio di costi sia sul bilancio personale che su quell odell’intera comunità, per non parlare poi dei disagi dovuti al traffico, alla carenza dei parcheggi, all’inquinamento atmosferico.

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