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Chesi, il meccanico del cervello

Chesi, il meccanico del cervello

Il ricercatore: «Il linguaggio è quasi come il motore di un’auto»

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POMARANCE. Nel film 2001 Odissea nello Spazio il comandante dell’astronave Discovery, David Bowman, dialoga fluidamente e su qualsiasi tema col supercomputer di bordo HAL9000. Il pomarancino Cristiano Chesi è ricercatore presso lo Iuss di Pavia, docente di Linguistica computazionale e informatica per le scienze del linguaggio presso l’Università di Siena, collaboratore del Microsoft language development center di Lisbona. E anche lui parla con le macchine.

«L’obiettivo delle mie ricerche – spiega – è studiare il linguaggio umano. Parte rilevante dei miei studi è la variazione dell’ordine delle parole all’interno di un discorso e il loro significato in base a questa variazione, tali conoscenze permettono poi di farsi capire anche da un computer». Chesi è una sorta di meccanico. «Allo Iuss di Pavia, per esempio, mi occupo di come il linguaggio viene implementato nel cervello, ciò si lega alle neuroscienze, dunque alla cura di eventuali disturbi lingusitco-cognitivi. In questo senso il linguaggio è quasi come il motore di un’auto, noi però non ne conosciamo l’ideatore perciò, anche per tentare di ripararne eventuali disfunzioni, occorre analizzarlo. Serve conoscere il motore».

Proseguendo per metafora, sebbene viaggi molto, tra Siena, Pavia e all’estero, ogni tanto Cristiano gira la chiave dell’accensione verso se stesso e si ferma, talvolta per riassaporare l’atmosfera tranquilla delle proprie origini a Pomarance. Come in aprile, per la prima edizione del “Premio Larderello”. «Mi ha fatto piacere essere tra i premiati. La valle del Diavolo è unica, e il premio mi sembra un’occasione interessante per riportare alla luce la storia della tecnologia legata alla trivellazione, che nasce da quei luoghi, e alla quale facevano poi seguito anche investimenti culturali di rilievo, e attenzione per le scuole». «Non è un caso – conclude – che il cinema Florentia è stato uno dei primi della zona, e un punto d’incontro culturale notevole in rapporto al territorio».(g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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