Il dolore
Guardia alta del Comitato per fermare l’accensione
CASTELFRANCO. «Se Waste Recycling accenderà l'impianto anche solo per un secondo ne risponderà alle autorità, ed è vergognoso che si usino i “danni provocati all’azienda” come un motivo di ricatto...
CASTELFRANCO. «Se Waste Recycling accenderà l'impianto anche solo per un secondo ne risponderà alle autorità, ed è vergognoso che si usino i “danni provocati all’azienda” come un motivo di ricatto contro la comunità». Tirano fuori le unghie i membri del Comitato antinquinamento e firmatari del ricorso contro il pirogassificatore.
Non sono piaciute e soprattutto non convincono, agli occhi dei vari esponenti del fronte del “no”, le ultime dichiarazioni del presidente Waste Recycling Maurizio Signorini, che commentando l'esito del consiglio di Stato sulla sospensiva imposta dal Tar si è dichiarato soddisfatto, annunciando che i lavori di completamento dell’impianto sarebbero stati ultimati e avrebbe seguito anche tutta una serie di accensioni di collaudo, con l’utilizzo di biomasse.
«L'interpretazione che la Waste da dell’ordinanza del consiglio di Stato è un capovolgimento della verità – dice la presidente del comitato Aurora Rossi –. I giudici nell’ordinanza parlano chiaro: “il consiglio di Stato accoglie in parte l’istanza cautelare (quella del Tar) nella sola parte relativa all’attivazione dell’impianto, escludendo l’effetto inibitorio del completamento della struttura».
Il pirogassificatore potrà perciò essere completato, ma ne è in ogni caso inibita l’attivazione. «E ciò a qualsiasi titolo, fosse anche per il collaudo dell’impianto», sottolinea Aurora Rossi. Che aggiunge: «Ne vi è margine alcuno di ritenere che l’inibitoria riguardi soltanto il trattamento di rifiuti pericolosi. Le decisioni pronunciate sia dal Tar che dal consiglio di Stato si riferiscono all’attivazione del pirogassificatore tout court. Se la Waste Recycling attivasse l’impianto, tale condotta non sarebbe conforme al dispositivo dell’ordinanza del Tar. Si configurerebbe una palese inosservanza sulla quale le competenti Autorità amministrative e di polizia devono vigilare inibendo l’attivazione dell’impianto e punendo ogni eventuale abuso».
Una battaglia che Comitato e firmatari intendono continuare anche facendo “massa critica”, con una nuova e capillare raccolta firme, e continuando a invitare il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a un confronto pubblico. «Dopo ben due fax con richieste formali ancora non abbiamo ricevuto risposta».
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