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Pontedera

Crespina saluta l’Unione Valdera: lunedì la giunta

di Francesca Suggi
Crespina saluta l’Unione Valdera: lunedì la giunta

Dopo 4 anni uno dei 15 Comuni dell’ente prepara l’addio Il sindaco: «La legge 68 rende necessaria una riflessione»

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CRESPINA. Con tutta probabilità da lunedì prossimo l’Unione Valdera non parlerà più “crespinese”.

Tra due giorni, infatti, si riunirà la giunta di quell’ente costituitosi 4 anni fa, riunendo sotto una sola bandiera ben 15 comuni della Valdera.

All’ordine del giorno proprio l’eventualità che il Comune di Crespina esca fuori da quell’ensemble municipale, nato per l’esercizio congiunto di una pluralità di funzioni e servizi, costituitosi il 30 ottobre 2008 e prima unione di comuni nata in Toscana. Con i suoi 15 comuni, oltre 120.000 abitanti circa e 648 chilometri quadrati di territorio, era la seconda Unione a livello nazionale per dimensione demografica.

Un fulmine a ciel sereno per qualcuno, forse un percorso di valutazione e confronto cominciato mesi fa: fatto sta che il territorio amministrato dal sindaco Thomas D’Addona sta meditando seriamente un’uscita di scena.

Non scende nei dettagli il primo cittadino. Le motivazioni che si limita a dare a caldo girano tutte attorno alla fatidica legge regionale 68 del 2011.

«Stiamo facendo le nostre valutazioni – dice – e ci tengo a sottolineare che non si tratta di un giudizio negativo rispetto alla reale utilità dell’Unione, anzi». E entra nel merito: «Tuttavia la legge regionale rende opportuno e necessario un ridisegno dei confini dell’Unione rispetto agli adempimenti stringenti che questa normativa impone». In soldoni a uno sguardo geografico rispetto al comune di Crespina con i suoi circa 4mila abitanti. Salta agli occhi che non confina con altri comuni piccoli come lui. Un’anomalia che con tutta probabilità rischierebbe, nel lungo corso e con le trasformazioni richieste dalla legge (vedi l’obbligo di associare all’interno dell’Unione ben 6 funzioni tra cui polizia municipale, ufficio tecnico, servizi scolastici e sanitari) di portare il comune a una fusione. A una sorta di annullamento che forse il sindaco vorrebbe evitare. «Ritengo che sia corretto spiegare maggiormente i dettagli prima ai miei colleghi della giunta, con i quali ho e avrò ottimi rapporti. Proprio con loro stiamo gestendo la questione con assoluta serenità».

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