Sicurezza
Cascina apre le porte ai bambini saharawi
CASCINA. A scuola a parlare di una popolazione spesso dimenticata. Ma che, grazie al lavoro di tante persone di buona volontà, riesce a trovare anche in Valdera uno spazio importante. Dieci i...
CASCINA. A scuola a parlare di una popolazione spesso dimenticata. Ma che, grazie al lavoro di tante persone di buona volontà, riesce a trovare anche in Valdera uno spazio importante. Dieci i bambini saharawi che saranno accolti dal Comune di Cascina, da luglio ad agosto, presso le scuole Ciari.
Flaminia Vannozzi e Benedetta Bianchi hanno spiegato il proprio lavoro di attiviste nell’associazione Progetto Sahrawi agli studenti del Pesenti. «Il comitato Saharawi Cascina - entra nel merito Flaminia - è un’associazione di volontariato nata nel 1989, in seguito alla scelta da parte dell’amministrazione comunale di delegare la gestione del progetto di solidarietà con il popolo Saharawi e dall’iniziativa di un gruppo di famiglie che nell’estate hanno ospitato i bambini Saharawi». Il progetto di accoglienza a Cascina è attivo dall’estate del 1984, quando arrivò il primo gruppo di bambini dal deserto algerino per sottoporsi a controlli medici. «E ciò grazie soprattutto alla volontà dell’amministrazione comunale, della Pubblica assistenza e della Misericordia di dare visibilità e concretezza al patto di gemellaggio con le tendopoli Saharawi. Il Comitato, che ha all’attivo trenta soci, è iscritto al Coordinamento regionale toscano e fa parte dell'Associazione nazionale di solidarietà. Ogni anno Cascina provvede alla spedizione di aiuti umanitari nelle tendopoli a Tindouf tramite container o carovane di camion e partecipa con una delegazione al volo charter».(j.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
