Il Tirreno

Pontedera

Addio Carlini, maestro pasticcere e storico ristoratore

di Francesca Suggi
Addio Carlini, maestro pasticcere e storico ristoratore

Gestiva da oltre vent’anni la tavola calda “Ciao Ciao” Il mondo del commercio in lutto: oggi il funerale a Orentano

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PONTEDERA. Quel locale era tutta la sua vita. Un pezzo di storia pontederese fatta di sapori genuini e pizze di cui andava orgoglioso, che avevano fatto breccia persino su grandi nomi come il tenore Andrea Bocelli e il giornalista Romano Battaglia.

Non mancava di raccontarlo ai suoi clienti, vecchi e nuovi, Renato Carlini che là in via Roma loro erano stati suoi ospiti. In quella tavola calda dal nome che ora risulta un po’ beffardo, che gestiva insieme alla moglie Carmela da 23 anni.

“Ciao Ciao” dice l’insegna. Un saluto che adesso porta con sé l’amarezza della morte. Quella di Carlini, che l’altro ieri, di pomeriggio, chiude definitivamente gli occhi a 67 anni dopo oltre un mese di lotta per riprendersi da quella trombosi tremenda che lo aveva colpito il 25 aprile scorso.

«C’era mia madre con lui all’ospedale di Cisanello – racconta il figlio Alberto, anche lui al lavoro nel locale –. Era appena arrivata».

È turbato nel profondo il 31enne. Così come tutti i colleghi commercianti del centro di Pontedera e non solo, che con Carlini hanno organizzato feste di piazza, notti bianche, iniziative.

«Come collega, amico, siamo scossi da questo lutto. Renato è sempre stato un valido supporto tra noi commercianti, ha investito la propria vita in quel locale».Parla sia a titolo personale che come rappresentante di Confcommercio Gimmi Scatassa, al timone del bar J&G. «Per me era come un secondo babbo, anche la sera della sua morte ero a cena con Carmela. Sono sconvolto», prosegue Manuel Gasperini, titolare del bar L’Angolo.

Un grande lavoratore, ottimista per natura. Fa fatica a parlare il figlio Alberto Carlini che torna a ricordare il padre. Un uomo che da Orentano, a 14 anni, lascia casa e famiglia per andare ad Alessandria a lavorare in una pizzeria.

«Andò ad imparare il mestiere», riavvolge il filo della memoria. Dopo il Piemonte si apre la parentesi Roma, dove Carlini imparò l’arte della pasticceria per tornare poi in provincia. Lavorare due anni alla Piaggio, per poi dedicarsi al suo sogno, quello di aprirsi un locale tutto suo.

Così nasce “Ciao, Ciao”, una tavola calda dove l’amore per la cucina e la passione tra Renato Carlini e la moglie Carmela crescono e si rafforzano. «Anche se la sua vita lavorativa era a Pontedera, babbo non ha mai voluto lasciare Orentano, dove la famiglia vive», conclude il figlio. Ed è proprio nella chiesa di Orentano che oggi alle 15 ci sarà il funerale dello storico commerciante Renato Carlini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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