Proteste
Maggio è il mese della grande recessione
Nel settore 2 ruote il calo delle immatricolazioni rispetto all’anno scorso è di quasi il 35 per cento
ROMA. Le 2 ruote sono in recessione. Maggio è stato archiviato con il segno meno, con le immatricolazioni che si sono fermate a quota 24.660 veicoli, pari al -34,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Più accentuata la discesa delle moto con 7.492 pezzi e un -35,4%; mentre gli scooter, con 17.168 unità, fanno segnare un -34,4%. Sulla stessa linea i risultati dei 50cc con 5.433 vendite e un -31,5%. Questi i dati diffusi da Confindustria Ancma, l'Associazione nazionale ciclo motociclo accessori, che non manca di sottolineare come in termini percentuali maggio pesa intorno al 14% del totale venduto nell’anno. Nell'insieme dei primi cinque mesi dell'anno le immatricolazioni totalizzano 96.889 veicoli con una flessione del -26,9%, di cui 64.202 scooter (-25,1%) e 32.687 moto (-30,2%).
Contando che da gennaio a maggio sono stati venduti 19.972 ciclomotori (50cc) pari al -27%, il mercato totale delle 2 ruote a motore arriva a 116.861 pezzi pari al -27% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Ma il solco si fa più profondo se si considera che anche il 2011 è stato un anno nero, al pari del 2010. Insomma, la perdita di immatricolazioni si registra rispetto a periodi già di flessione. «I risultati del settore, relativi a quest’ultimo mese, denunciano una situazione drammatica», nessuno sconto da Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma. Nel business delle due ruote Piaggio ha reso noti i dati del primo trimestre: con 88.600 veicoli venduti il Gruppo ha registrato una crescita rispettivamente del 5,9% e dell’8,5% rispetto al primo trimestre 2011.
Ma la visione d'insieme rischia di falsare la diminuzione delle vendite sui mercati europei, Italia compresa, dove il decremento è stato dell’8,3% nello scooter e del 7,7% nella moto rispetto ai primi tre mesi del 2011. Una discesa compensata dalla forte crescita in area asiatica, con vendite in crescita del 58%. «Non si possono più rinviare misure che siano in grado di imprimere una svolta e favorire la ripresa, come indichiamo da mesi – dice Capelli -: sbloccare le restrizioni per il credito al consumo, calmierare le tariffe di assicurazioni e i costi del carburante, approntare le infrastrutture per facilitare l’uso delle 2 ruote, dai parcheggi dedicati alla manutenzione delle strade per aumentare la sicurezza». E conclude: «Un primo passo concreto è rappresentato dalla auspicata inclusione dei motoveicoli nel provvedimento per lo sviluppo della mobilità dei mezzi a basse emissioni attualmente in discussione». (m.m.)
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