Sicurezza
Defibrillatore in piazza: via al progetto apripista
Domani l’inaugurazione dell’apparecchio in piazza Capponi a Casteldelbosco L’idea, finanziata dal Rotary di San Miniato, è stata della dottoressa Salvadori
MONTOPOLI. Un defibrillatore all’aperto, nella piazza centrale del paese, pronto all’uso e di facile utilizzo. È la strada del futuro nella lotta contro le morti improvvise per aritmia. Una lotta dove il tempo è vita, quando un defibrillatore può davvero fare la differenza nei primi determinanti minuti. Una filosofia che è solo agli inizi nel nostro paese, ma che da domani farà di Casteldelbosco l’apripista nella nostra zona, per la creazione di una rete di defibrillatori automatici in spazi pubblici. È il progetto “Zeus”, ideato dalla dottoressa Roberta Salvadori, medico-chirurgo, che attraverso il fratello Roberto ha lanciato la proposta alla consulta di paese, coinvolgendo anche il Rotary Club di San Miniato che ha provveduto a finanziare l’acquisto del defibrillatore. «Sono circa 70mila l’anno le “morti improvvise” in Italia – spiega – di cui il 90% per un’aritmia fatale, che può essere interrotta con scosse elettriche nei primi 3 o 4 minuti. L’uso del defibrillatore aumento le possibilità di salvezza dal 25 al 74%».
Da qui l’idea di posizionarne uno all’aperto, sempre disponibile, nella centralissima piazza Capponi, in un punto strategico e facilmente raggiungile, come già avviene negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni. Domani alle 18,30 la cerimonia d’inaugurazione, alla presenza del vescovo Fausto Tardelli e del direttore generale dell’Asl 11 Eugenio Porfido. Il defibrillatore, acquistato dal Rotary per circa 1.300 euro, sarà posizionato su un piccolo totem, dotato di una bacheca informativa, finanziato a sua volta da associazioni, commercianti e imprese di Casteldelbosco. Chiunque, in caso di necessità, potrà prenderlo e utilizzarlo. Basterà applicare le piastre al paziente: l’apparecchio (annunciando ogni azione attraverso una voce) eseguirà la diagnosi attivando le scosse a seconda delle necessità.
Il progetto non si ferma qui – aggiunge Salvadori –: anche se di facile utilizzo, è fondamentale creare una capillarità di competenze». «Organizzeremo dei corsi grazie al personale Asl – spiega il fratello Roberto – per i quali abbiamo già oltre 60 iscrizioni. L’obiettivo è coinvolgere la più alta percentuale possibile di popolazione». «Abbiamo aderito subito alla proposta – dice la presidente del Rotary di San Miniato Elisabetta Lami – perché conforme ai principi rotariani di servire la comunità. Mi auguro sia un esempio da esportare nelle altre frazioni». Solo un primo passo, infatti, quello di Casteldelbosco, come spiegato anche dal sindaco Alessandra Vivaldi: «Un’iniziativa partita dal basso – afferma – nel campo della solidarietà e del senso civico, che mette in moto anche una forma di partecipazione e di cittadinanza attiva».
Soddisfazione anche dai dirigenti Asl, che parlano di «un primo passo in un percorso più grande, da lanciare con lo slogan “Adotta un defibrillatore” – suggerisce il direttore sanitario Renato Colombai –: quando il tempo è determinante occorre dilatare le competenze». «Con il riassetto dell’emergenza-urgenza – aggiunge il responsabile del 118 Alessio Lubrani – stiamo dotando le ambulanze di defibrillatore. Ma non basta: serve una rete sul territorio fatta di persone formate e preparate».
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