La manifestazione
Lo sciopero diventa un botta e risposta tra la Rsu-Fiom e il Pd
Prima il sit-in davanti all’ingresso, poi il corteo in centro E una lettera d’accusa al partito di Bersani. Che replica
PONTEDERA. Sciopero alla Piaggio, ieri pomeriggio in difesa dell'articolo 18. I lavoratori che hanno aderito all’astensione dal lavoro, organizzata dalla Rsu-Fiom, ha effettuato il blocco delle portinerie all’inizio del turno pomeridiano. In azienda non sono entrati circa il 35%.
Con striscioni e slogan in difesa dell’articol o18, è stato organizzato un corteo che, dall’ingresso dello stabilimento della Vespa in viale Rinaldo Piaggio, si è diretto verso il centro, con l’obiettivo di incontrare il sindaco. Lo sciopero- di circa 3 ore e mezzo – ha visto la partecipazione attiva (cioè nl corteo) di circa duecento persone.
Durante il tragitto dalla fabbrica al centro non sono state riparmiate critiche alpartito Democratico, itiche dei lavoratori della Piaggio all'indirizzo del Pd. Al passaggio davanti alla sede del partito, i manifestanti hanno lasciato una lettera nella cassetta della posta.
Poche righe per accusare il partito di Bersani di «aver votato la modifica a un diritto fondamentale come l'articolo 18. Uno strappo feroce. Addio Pd, anche al nostro voto», dice il testo.
Poi, il corteo si è diretto davanti Palazzo Stefanelli dove, è stato chiamato a viva voce il sindaco.Che, però, non era presente a PalazzoStefanelli. E, alcuni militanti hanno improvvisato comizi, sbeffeggiando anche i vari esponenti locali del sindacato, dalla Cgil all’Ugl. Pronta la replica del Partito democratico pontederese. «Si è ripetuto un indebito attacco al Pd, accompagnato da una discutibile manifestazione davanti alla nostra sede, con l'intenzione di imputare al partito la responsabilità dell'approvazione di provvedimenti diretti a colpire i diritti dei lavoratori». È quanto affermano, in una nota, il segretario provinciale Fancesco Nocchi e di Pontedera Antonio Pasquinucci. «Il Pd - prosegue la nota - è impegnato, a livello politico
e parlamentare, per risolvere la questione dei cosiddetti
esodati e per salvaguardare le tutele previste dall'articolo 18. Il primo risultato di questo impegno è stata la reintroduzione della possibilità per il giudice di stabilire il reintegro del lavoratore nei casi di licenziamento ingiustificato per motivi economici. Il nostro impegno continuerà sia nella discussione alla Camera, sia nella costruzione di un rapporto unitario con i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) la cui voce siamo impegnati a far pesare nelle trattative col governo, sia nella costruzione, che deve cominciare da oggi, di un'alternativa fondata su una piena valorizzazione del lavoro, che deve essere garantita molto al di là di quanto si può ottenere in questa fase politica»
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