Sicurezza
Il Plazeur di un sogno In scena la compagnia Alta Sicurezza
VOLTERRA. Lavorando in un carcere e, per di più, in una sezione di alta sicurezza, forse, il titolo più corretto per il nuovo spettacolo della Compagnia teatrale Alta sicurezza, che opera nella...
VOLTERRA. Lavorando in un carcere e, per di più, in una sezione di alta sicurezza, forse, il titolo più corretto per il nuovo spettacolo della Compagnia teatrale Alta sicurezza, che opera nella sezione ristretti doveva essere “ennui”.
Nella poesia provenzale “ennui” era un elenco di aspetti che non piacevano, di fastidi, di difficoltà. Più che logico, visto che il sistema di riferimento era all’interno di un ambiente privo di libertà, privo di luce sia fisica che morale. Più che logico, ma appunto troppo semplice e banale.
Allora, dopo “attenta ed approfondita riflessione” fuori l’ennui e largo spazio al plazeur. Plazeur: ovvero piacere, titolo dello spettacolo della Compagnia Alta sicurezza, diretta dal prof.Alessandro Togoli, che andrà in scena fino a sabato nei passeggi della casa di reclusione di Volterra.
Plazeur anche come ambientazione spazio-temporale: le azioni, nella loro varietà, si collocano in un’onirica età di mezzo, fra un passato ed un futuro, come momento di vita vera che ha un piede nei ricordi e l’altro nella certezza di un futuro umanista e migliore. Medio Evo non proprio rigorosamente delimitato, pur con alcune concessioni filologiche al “Decameron” ed a Boccaccio.
Il resto molto liberamente tratto, come costume della Compagnia Alta Sicurezza e del modus operandi, connotato da rielaborazioni, da esperimenti di scrittura e riscrittura collettiva e creativa.
Allora il substrato popolare di Giufà e di Papa Caiazzo, il mondo incantato della “Gatta Cenerentola” o il cinismo di Rabelais si accompagnano a testi inediti, come la Catina del nostro studente/scrittore Emanuele, antesignano medioevale della “Bisbetica Domata” di Shakespeare.
Il tutto unito da un tourbillon di parole ed azioni, di musiche e danze, di ammiccamenti e di sberleffi.
E poi il finale, ancora di più frutto di scambio, d’integrazione, di fatica, sudore, sorrisi, cercati e condivisi, con il contributo non solo di tutti gli studenti/professori/attori, ma anche degli amici esterni che hanno voluto regalarci, un pensiero, una riflessione, una frase……su cosa è il piacere. Ottica collettiva e collaborativa.
Ottica che unisce il fuori ed il dentro. Ottica che ha permesso alla Compagnia Alta Sicurezza di continuare a lavorare dal 1997 ad oggi.
Quindici anni di azioni/emozioni. «Il grazie per questo non è solo doveroso, ma sentito. Grazie alla Direzione, al Commissario, al suo vice, agli ispettori, agli agenti tutti di polizia penitenziaria, al personale educativo e di segreteria della Casa di reclusione di Volterra. Grazie al Dirigente Scolastico, al personale docente e non docente dell’Itcg “Niccolini”. Grazie a chi lavora e vive nel contesto carcerario di Volterra. Grazie a noi, nocciolo testardo, che crede nella scuola e nel teatro come esperienza didattica ed artistica», sottolinea direttamente il regista Togoli.
Lo spettacolo “Plazeur” sarà rappresentato fino a sabato eella Casa di reclusione di Volterra. Alessandro Togoli
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