Il Tirreno

Pontedera

Carismi, viaggi premio per i soliti noti

I sindacati richiamano alla sobrietà: «Nelle foto ricordo volti ricorrenti, esponenti dei vertici aziendali»

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Tornano a puntare il dito sul tema della sobrietà le rappresentanze sindacali della Cassa di risparmio di San Miniato Fabi, Fiba-Cisl e Fisac-Cgil. E lo fanno prendendo le distanze dalla politica dei viaggi premio per i dipendenti.

«Prendiamo le distanze rispetto alla politica dei “viaggi premio”, elargiti da soggetti esterni all’azienda e conseguenti alla vendita di prodotti assicurativi e/o finanziari», si legge in un volantino che in questi giorni circola nelle filiali della Carismi.

«Tralasciamo, in questo contesto, i problemi etici che anomale modalità di vendita di questi prodotti possono implicare, per soffermarci invece su chi partecipa a tali viaggi». Per il sindacato è proprio dall’identikit di chi a quelle gite non rinuncia che emergono profili di scarsa sobrietà. «Secondo logica – spiegano nel volantino –, le “gite-premio” si chiamano così perché dovrebbero andare a premiare quei colleghi in gamba che hanno ottenuto i migliori risultati nella vendita di prodotti assicurativi. A partire sono invece spesso anche altri colleghi che, pur non avendo venduto neanche una polizza, si uniscono inspiegabilmente al “gruppo-vacanze”».

A documentare i rilievi delle organizzazioni sindacali sono le foto ricordo. «In quelle di rito ritroviamo volti ricorrenti, spesso esponenti di quei vertici aziendali che, in un momento delicato come quello attuale, ci saremmo immaginati “in tutt’altre faccende affaccendati”. Non è con queste modalità che si può pensare di ristabilire il giusto clima di fiducia in azienda».

C’è una questione di responsabilità e d’esempio. «I tempi impongono una condotta sobria, soprattutto quando si chiede al “semplice dipendente” un aumento dei carichi di lavoro – conseguente alla diminuzione degli organici aziendali – e, nel contempo, si impone una revisione al ribasso delle relative retribuzioni. I “Capi”, per primi, devono dare esempio di sobrietà e concretezza». E concludono: «Tanto per cominciare, evitino le gite pagate a Petra, dolci per loro, beffa per gli altri, quei “fermi”, come qualcuno ama definirli, dal cui lavoro giungono i risultati. Rammentiamo, infine, che il presidente dell’Abi ha chiesto a tutti i vertici aziendali delle banche, in concomitanza con la firma del contratto nazionale di settore, un contributo del 4% sulle retribuzioni del top management per finanziare il Fondo emergenziale. Cosa aspetta la Cassa a ufficializzare l’adesione a questa importante iniziativa?».(m.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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