Il Tirreno

Pontedera

Il parco della scienza doveva nascere a Lari

Il parco della scienza doveva nascere a Lari

L’idea fu presentata dieci anni fa, poi non è stato fatto niente e i terreni sono rimasti... agricoli

3 MINUTI DI LETTURA





LARI. L’idea era di quelle spettacolari. Un parco della scienza e del divertimento dedicato al grande Leonardo da Vinci. Doveva essere realizzato nella campagna vicino all’uscita della superstrada Firenze–Pisa-Livorno nel comune di Lari, in una zona al confine con quello di Crespina.

Un progetto definito, quando venne presentato al Comune di Lari circa dieci anni fa, come un’occasione da non perdere per il territorio. Avrebbe portato investimenti e posti di lavoro. A presentarla all’allora sindaco del comune sulle colline pisane, Ivan Mencacci, erano stati dirigenti del Consorzio Toscano Cooperative che fa parte della Lega delle coperative e che per questo era considerata affidabile. Oggi si scoprono legami sospetti del Consorzio che cercava finanziamenti per realizzare il parco “Genius Mundi” proprio per cercare fondi da dirottare sul parco di Lari che avrebbe dovuto - sempre sulla carta - essere realizzato entro il 2019, a distanza di 500 anni dalla morte del grande Leonardo.

L’idea che coinvolge in qualche modo la provincia è finita al centro di un’inchiesta della Procura di Firenze che indaga su un’associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di denaro e al riciclaggio. Nelle intercettazioni di alcuni degli indagati si parla del terreno di Lari come già “concessionato” e destinato a valere cinque volte tanto rispetto al prezzo a cui è stato acquistato dal Ctc.

Il sindaco di Lari, Mirko Terreni, però sgombra il campo dai dubbi. «Non c’è alcuna concessione edilizia – dice – il progetto è stato presentato al Comune almeno dieci anni fa quando io non ero sindaco. Comunque a oggi quei terreni, l’area scelta per realizzare il parco, sono ancora agricoli. Il parco era inizialmente previsto nel piano strutturale. Ma quando abbiamo visto che il progetto andava a rilento e rischiava di non concretizzarsi nel regolamento urbanistico abbiamo deciso di non cambiare la destinazione dei terreni».

Il Consorzio cercava un partner finanziario, un fondo anche straniero, per la realizzazione di quel progetto e ha bussato anche alla porta della Rotshinvest, una società svizzera del gruppo di banchieri Rotschild che in Italia non può operare. Attualmente il suo direttore è irreperibile e quattro collaboratori italiani sono stati arrestati.

Il Consorzio in questi anni ha continuato a cercare, anche se i contatti con il Comune di Lari non sono stati così frequenti, un partner finanziario.

Letto alla luce di quello che emerge oggi dopo l’inchiesta fiorentina il progetto sembra destinato a restare solo un’idea, piuttosto complicata da trasformare in realtà.

«Non credo che quel progetto potrà concretizzarsi tanto facilmente – dice il sindaco di Lari – l’iter urbanistico è tutto da ripetere». Informazione questa che non sembra essere stata troppo presa in considerazione dal Consorzio che cercava di “rivendere” il progetto senza valutare i tempi necessari per arrivare alle concessioni edilizie.

«Noi al parco tematico quasi non ci pensavamo più – aggiunge Terreni - ci era apparsa come un’iniziativa difficile da attuare anche se quando venne presentata c’era la volontà di dire sì al progetto».(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze