Il Tirreno

Pontedera

«Controlli furtivi e con molti errori»

Gli esercenti formano un Comitato per chiedere più giustizia sulle richieste di pagamento del canone sulla pubblicità

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CASCINA. È nato un Comitato esercenti per contrastare la politica del Comune e alla società concessionaria Tre Esse rispetto alla richiesta di pagamento dell’imposta sulla pubblicità. Un problema che alcuni commercianti avevano sollevato mesi fa ma che non è stato preso in considerazione. In sostanza, tutto nasce dal fatto che la Tre Esse ha effettuato una serie di controlli “di nascosto”, cioè all’insaputa dei commercianti stessi. Poi, con foto e misurazioni alla mano non sempre corrette, ha inviato le cartelle di pagamento con importi “livietati” rispetto al passato.

Gli esercenti che contestano questo modo di operare invitano il Comune a intervenire.

«L'atto di accertamento deriva da un censimento delle insegne pubblicitarie effettuato nel corso del mese di luglio 2011. Il censimento – continuano – però è stato fatto senza i necessari crismi di correttezza sia legislativa che etica. Infatti, le misurazioni risultano essere fatte "ad occhio" e senza i necessari strumenti che avrebbero fatto sì che le misurazioni risultassero certe». Il risultati si traducono nelle proteste di questi giorni.

«Nella quasi totalità dei casi, le misurazioni effettuate non risultano essere pertinenti e aderenti alle reali dimensioni delle fattispecie pubblicitarie» fanno presente gli esercenti. La mancanza di certezza impositiva, su questo si batte il Comitato, fa sì «che gli atti di accertamento sia nulli. Per questo si chiede che vengano annullati dalla Tre Esse avvalendosi dell'istituto dell'autotutela».

Al tempo stesso il Comitato racconta di trattative ad personam piuttosto insolite per un concessionario che lavora per conto di un ente pubblico. « Alcuni esercenti facenti parte del nostro Comitato, a seguito della notifica dell'atto di accertamento, hanno contattato la sede della Tre Esse, per contestare le misurazioni e in alcuni casi anche le sanzioni elevate» spiegano gli autori della protesta.

Le risposte sono state sorprendenti. «Si sono sentiti rispondere che la cifra poteva essere oggetto di trattativa privata (come quando si comprano braccialetti dai vu cumprà). In un caso, a fronte di un avviso da circa 1.400 euro il contribuente ha, alla fine della trattativa, corrisposto circa la metà 700 euro. Una sorta di sanatoria improvvisata che denota il carattere empirico degli accertamenti.

«Ci pare il caso di dover evidenziare che si tratta di tributi, (e non di caramelle) e quindi, sul punto, contestiamo anche in questo caso, il comportamento adottato dalla Tre Esse».

Il Comitato è assistito per le questioni di carattere tecnico dalla Galileo Communications email galileocommunications@gmail.com

Chi volesse fare parte del Comitato appena costituito può rivolgersi alla stessa Galileo Communications.

Contro le modalità scelte dalla Tre Esse sono già intervenuti sia la Lista civica che il consigliere liberale Mario Biasci.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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