Il Tirreno

Pontedera

Lite alla sagra a Lari, ferito consigliere Pd «Aggrediti per strada»

di Federico Lazzotti
Lite alla sagra a Lari, ferito consigliere Pd «Aggrediti per strada»

L’esponente politico livornese era in compagnia di amici La discussione con zuffa avvenuta per motivi banali

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LARI. «Stavamo tornando alla macchina, abbiamo superato un uomo che poco prima aveva discusso alla sagra ribaltando anche lo stand di un venditore prima che il fratello intervenisse per portarlo via. Un attimo dopo mi ha preso alle spalle e mi ha dato tre pugni senza un motivo, poi si è scagliato contro un’amica che era con noi alla quale ha rotto zigomo e sopracciglio. La serata è finita in una specie di far west tra fidanzate e moglie che urlavano e passeggini in mezzo alla strada». Adriano Tramonti, 28 anni, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione urbanistica, porta in testa i segni della lite in cui è rimasto coinvolto sabato intorno alle una di notte mentre tornava verso la macchina dopo aver trascorso la serata alla sagra della ciliegia di Lari.

Per il momento agli atti c’è solo il referto della ragazza ferita, dimessa nella notte con qualche punto di sutura. Ma nessuna denuncia. «Non abbiamo nemmeno chiamato i carabinieri – raccontano – quando la situazione si è tranquillizzata avevamo solo voglia di tornare a casa».

E dire che la serata del consigliere e dei suoi amici era iniziata con i piatti tipici serviti dall’organizzazione, qualche bicchieri di vino e proseguita con i balli di gruppo nella piazzetta del paese. Poco prima di tornare verso le macchine, l’antefatto che probabilmente, poco dopo, ha scatenato l’aggressione.

«Si vedeva che questo signore, un uomo sulla quarantina, anche lui di Livorno, aveva voglia di litigare – raccontano alcuni testimoni – mentre eravamo in piazza e la gente ballava ha avuto da ridire con altri ragazzi e ha buttato per terra la merce di un venditore indiano». Mentre il fratello del protagonista cercava di calmarlo, Tramonti e i suoi amici stavano chiacchierando a pochi metri di distanza. Non è escluso che l’uomo abbia potuto sentire o creduto di sentire che qualcuno lo stesse prendendo in giro. E forse in quei momenti, mentre veniva portato via, ha pianificato la vendetta verso quei ragazzi.

L’occasione si è presentata poco dopo quando gli otto amici, tre ragazzi e cinque ragazze, si stavano avviando verso le macchine parcheggiate appena fuori dal paese, in un punto, dove però non c’erano carabinieri e vigili urbani che invece per tutta la sera avevano fatto da sentinelle alla festa. «Per calmare gli animi è intervenuto una seconda volta il fratello dell’uomo – precisano – che lo ha trascinato via». Ma la scintilla, a quel punto, era già scoppiata. Alla spicciolata sono arrivate anche le moglie e le fidanzate dell’altro gruppo con i bambini piccoli e i passeggini. L’ultima beffa quando un paio di ragazzi hanno cercato di chiamare i carabinieri: «Il cellulare è morto e abbiamo deciso di tornare a casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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