Sicurezza
Tubone in stallo per i finanziamenti
Il presidente di Aquarno: l’avvio dei cantieri è legato a i passaggi in Regione, sarà rivisto anche il cronoprogramma
SANTA CROCE. L’impressione è quella di un progetto arenato, incagliato nelle secche di una crisi che ha ridimensionato produzioni e capacità d’investimento, e che inevitabilmente ha riacceso i tanti dubbi mai sopiti, a vari livelli istituzionali, nella lunga vicenda del cosiddetto “Tubone”.
Il mega accordo di programma, datato 2004 e poi rivisto e corretto nel 2008, avrebbe dovuto rivoluzionare il sistema della depurazione industriale e civile, convogliando nei tre depuratori del Valdarno tutti gli scarichi della Valdinievole e dell’Empolese, prevedendo una riorganizzazione anche per la Valdera. Il progetto, che solo un anno fa appariva sul punto di partire, sembra essere stato cancellato dall’agenda delle priorità. A dirlo senza giri di parole è l’ex presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola, Attilio Gronchi, nella relazione di fine mandato: «Si allontanano i tempi di realizzazione dell’accordo di programma, per tutta una serie di motivi che potete immaginare guardando l’attuale situazione politica italiana, che di problemi assai più grandi ne ha certamente da risolvere». Ma Massimo Bertacca, presidente del depuratore Aquarno di Santa Croce, dà una diversa spiegazione ai ritardi e alle incertezze degli ultimi mesi.
«Gli imprenditori, in realtà – dice Bertacca – sono pronti da tempo per seguire il cronoprogramma previsto dall’accordo. Nel 2011, però, il progetto ha dovuto superare l’ostacolo legato alla normativa che prevedeva la messa a gara degli impianti». Il rischio era quello di una gestione terza rispetto all’attuale sistema pubblico-privato, che di fatto avrebbe spinto i conciatori a sfilarsi dall’accordo.
Nell’aprile dello scorso anno, tuttavia, è arrivato il parere favorevole del Ministero che ha escluso dalla messa a gara gli impianti a servizio di distretti produttivi, cui ha fatto seguito in ottobre un’apposita legge regionale. «Nel frattempo la situazione si è complicata – prosegue Bertacca – perché da un progetto analogo è arrivata la richiesta di fare chiarezza sugli interventi. In questo momento, quindi, la Regione sta mettendo in chiaro la parte finanziaria dei vari progetti “Tubone” previsti in Toscana. Per il resto siamo pronti a partire. Il progetto per il collegamento tra Aquarno e Ponte a Cappiano è completato da tempo: abbiamo anche già provveduto all’acquisto di una parte dei materiali. Mi risulta, inoltre, che Acque Spa abbia portato a termine anche il progetto per la condotta tra Santa Maria a Monte e Santa Croce. Al momento, quindi, la cantierabilità è legata solo a passaggi regionali di verifica, alla quale seguirà una revisione del cronoprogramma alla luce dell’anno perso».
Attorno al Tubone, però, si parla anche della possibilità di un ridimensionamento del progetto. Una prospettiva che il presidente di Aquarno non esclude: «Potrebbe anche esserci – dice – ma al momento l’accordo rimane quello concordato».
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