Finanza
Doppia offerta ai Comuni per comprare i depuratori
SANTA CROCE. Ci sono una fognatura industriale e un depuratore. La prima è passata di proprietà dell’Assoconciatori, ma hanno messo gli occhi anche sull’impianto di trattamento dei reflui del...
SANTA CROCE. Ci sono una fognatura industriale e un depuratore. La prima è passata di proprietà dell’Assoconciatori, ma hanno messo gli occhi anche sull’impianto di trattamento dei reflui del processo conciario di proprietà del Comune di Santa Croce. «Occorre acquisirne la proprietà, dato che abbiamo sempre dovuto provvedere non solo alla manutenzione ordinaria, ma anche a quella straordinaria in tutto». Non ha dubbi il presidente degli imprenditori conciari Franco Donati. L’intenzione è le modalità dell’affare sono nero su bianco nella relazione tenuta nell’ultima assemblea dei soci.
Ci sono più di una ragione per prendersi le chiavi dell’impianto. Oltre al possibile mutare delle normative c’è una ragione di conti. «Gli investimenti fatti e quelli che andremo a fare nel futuro non vanno ad accrescere un patrimonio consortile». Se l’impianto fosse di proprietà, invece, «potremo d’ora in poi costituire e incrementare un patrimonio nostro, con i soldi che ci spendiamo». Tra le pagine della relazione Donati puntualizza che «intanto abbiamo acquisito la fognatura industriale a un prezzo congruo e, tenendo conto delle manutenzioni straordinarie fatte da noi nel tempo, ci libera da un canone annuo alto e improduttivo».
Ma qual è l’offerta che l’Associnciatori è pronta a fare al Comune santacrocese? «Nel 2011 era scaduto il diritto decennale di superficie sul depuratore, in favore del Consorzio Depuratore. Dovendo obbligatoriamente rinnovarlo, anche a sanatoria di un anno trascorso, abbiamo ottenuto dal Comune che fosse deliberato allo stesso costo (al metro quadro su base annua) che avevamo pagato dieci anni prima». E prosegue: «Abbiamo chiesto ed ottenuto, inoltre, che la data di scadenza fosse portata a 20 anziché a 10 anni e che gli importi pagati dal Consorzio Depuratore, per il diritto di superficie, fossero considerati acconti già versati sul prezzo dell’eventuale acquisto».
Oltre alla sponda santacrocese il presidente Donati parla agli imprenditori di «una identica trattativa» con i Comuni di Castelfranco e Fucecchio per l’impianto di Ponte a Cappiano. «Allo scopo di uniformare lo stato della depurazione che proviene da realtà diverse e con a monte situazioni storicamente diverse». Con un obiettivo finale. «Quello di arrivare alla completa attuazione dell’Accordo di programma, partito nel lontano 2004 e che prevede la gestione unificata degli scarichi industriali».
Manolo Morandini
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