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Uno striscione per educare alla legalità

Uno striscione per educare alla legalità

CASCINA. “Non si può morire entrando a scuola” questo era scritto sullo striscione realizzato dagli studenti e mostrato sul palco prima dell’inizio della giornata conclusiva del progetto “Educare...

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CASCINA. “Non si può morire entrando a scuola” questo era scritto sullo striscione realizzato dagli studenti e mostrato sul palco prima dell’inizio della giornata conclusiva del progetto “Educare alla legalità” promossa dal comune di Cascina, in collaborazione con associazioni e scuole locali in occasione del 20° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio all’auditorium dell’istituto Pesenti di Cascina. Il titolo dell’incontro era “20 anni dopo. Per non dimenticare” e i ragazzi e gli insegnanti cascinesi non hanno dimenticato, anzi hanno ricordato anche la loro collega Melissa Bassi di Brindisi, morta in un attentato andando a scuola come loro la mattina. L’auditorium Pesenti era gremito di studenti che hanno assistito alla proiezione dei video della strage di Capaci, ma anche di quelli prodotti da loro a sintesi finale del progetto sulla legalità. «Abbiamo lavorato per tutto l’anno con ragazzi , associazioni e insegnanti sul tema della legalità, e ricordiamo l’opera dei giudici Falcone e Borsellino. A luglio verrà nel nostro comune il giudice Cascini, che è impegnato nella lotta alla mafia e ha lavorato alla procura di Locri», ha detto l’assessore Fernando Mellea. Lorenzo Bartalini, allievo dell’Isis “Pesenti” ha letto il discorso pronunciato da Paolo Borsellino in occasione della veglia per Falcone a Palermo il 23 giugno 1992. Sono stati presentati i progetti di Associazione Emergency dal titolo ‘Racconta la pace’ della scuola media “Russo” (ic. Borsellino), poi numerosi video sul tema.

Elena Iacoponi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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