Il dolore
«Non riesco più a dormire a casa»
Monica Giglioli, infermiera di Casteldelbosco, vive da due anni nel Ferrarese
CASTELDELBOSCO. Monica Giglioli da giorni sente la terra tremare quotidianamente sotto i propri piedi. Infermiera di Casteldelbosco, 36 anni, da oltre due vive a Buonacompra, a due chilometri da Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, e a neppure 30 da Mirandola. «Il sabato notte – racconta Monica al telefono – il sisma ci ha colti nel sonno. Ho provato più volte ad accendere la luce, fino a quando mi sono accorta che non c’era proprio corrente. Non sono riuscita ad alzarmi subito da letto, un pò per la paura, un po’ per gli sbalzi continui». Poi la corsa verso l’esterno, con le chiavi cadute per terra che non riuscivano a trovare, la concitazione del momento che fa andare a sbattere contro i mobili. Il condominio in cui Monica vive è tuttavia antisismico, regge bene alla scossa, ma nel paese la situazione non è bella. «La chiesa è crollata – spiega – il campanile è inclinato e la parte superiore rischia di cadere. Tra l’altro se dovesse veramente andare giù in maniera naturale sono a rischio anche diverse abitazioni “sane”, nelle quali però le famiglie non possono tornare». Il racconto prosegue con le prime notti passate a dormire in auto, tutti nella piazza principale del paese, nella quale la comunità locale ha messo a disposizione una struttura in legno generalmente utilizzata per le feste paesane. «La Protezione Civile - prosegue - sta coordinando gli aiuti. I volontari sono tanti e si danno da fare». Martedì si è temuto proprio per il campanile, che ha resistito. «La paura c’è - dice Monica, che fino a poco più di due anni fa abitava a Casteldelbosco con i genitori, - In questi giorni riesco a stare in casa di giorno, da sola anche se per poco, poi la notte vado a dormire in tenda».
Sara Bruni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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