Finanza
Le verifiche sono ferme da due anni
Scuole, palazzi comunali e locali dell’Asl: una lunga lista di strutture non è stata ancora sottoposta a controlli
PONTEDERA. Nella lista c’è il palazzo comunale, le scuole, i distretti sanitari. Ma anche gli ospizi e le sedi di altre strutture dell’Asl. Sono gli edifici che vengono ritenuti strategici e rilevanti per il ruolo che svolgono. Ma che non sono stati sottoposti a verifiche o interventi antisismici. La lista è lunga: ci sono più o meno tutti i Comuni della Provincia di Pisa. E nelle altre province della Toscana la situazione non è diversa. Sono strutture che sono state realizzate prima che la legge obbligasse costruzioni antisismiche. E che poi avrebbero dovuto essere sottoposte a indagini, per capirne il grado di robustezza. Ma che a queste indagini, invece, non sono mai state sottoposte.
«Si chiamano strategici - spiega Andrea Sodi, responsabile della Protezione civile Intercomunale dell’Unione della Valdera – per l’uso a cui sono rivolti. Quando la normativa antisismica è stata adottata, per gli edifici già esistenti è stata fatta una specie di lista di priorità: le verifiche, insomma, sono state eseguite prima per le zone ritenute più a rischio, nella nostra regione. Poi per le altre».
Nella lista degli edifici che ancora non sono stati sottoposti a verifica, ci sono anche diverse scuole. «Il patrimonio scolastico – prosegue Sodi – è seguito dai singoli Comuni che si occupano della manutenzione, dell’adeguamento, del loro miglioramento. Questa è un’attività costante».
Una cosa è certa. Non ci sono strutture ritenute a rischio. Edifici che, più degli altri, sono monitorati in maniera particolare. «No, nessun rischio, né pericolo – sottolinea Fausto Condello, responsabile per i Comuni di Pontedera, Calcinaia e Bientina, della protezione civile – Però, il lavoro di schedatura, che stavamo facendo da un po’ di tempo a questa parte, s’è bloccato. Siamo fermi al 2010».
Da due anni, in pratica, non viene più effettuata la segnalazione, resa obbligatoria dopo il crollo della scuola di San Giuliano, sempre per il terremoto, da una legge che la Regione Toscana prima e il Comune di Pontedera dopo, attraverso i suoi uffici urbanistica, aveva applicato in maniera stringente.
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