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Pontedera

Ferraro: «Sarà un suicidio per la città»

di Giacomo Pelfer
Ferraro: «Sarà un suicidio per la città»

SAN MINIATO. Il tema dell’Unione dei Comuni si porta via quasi due ore di discussione nel consiglio comunale di San Miniato. L’ennesimo tentativo per la mozione Pd, inserita all’ordine del giorno per...

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SAN MINIATO. Il tema dell’Unione dei Comuni si porta via quasi due ore di discussione nel consiglio comunale di San Miniato. L’ennesimo tentativo per la mozione Pd, inserita all’ordine del giorno per la terza volta consecutiva. Discussione accesa, che segna lo scontro su molti punti ancora in ballo, a cominciare dai rapporti di forza tra i Comuni: tema sensibile a San Miniato, di cui si fa portavoce il Pdl, con la paura di un ruolo paritetico a dispetto del peso demografico, cui si aggiungono i timori per il polo scolastico e le spinte verso l’Asl pisana. E poi i dubbi sui meccanismi di gestione, di rappresentanza e di partecipazione della futura Unione, che restano sul tavolo nonostante gli incontri a due tra Pd e Pdl dei giorni scorsi. Alla fine, il documento che dà il via libera al processo verso l’Unione viene votato a maggioranza, con il no del Pdl, l’astensione dei Comunisti Uniti, il sì dell’Udc e l’appoggio condizionato di Sel, che ha aggiunto alla discussione un proprio documento, votato anche dalla maggioranza, suggerendo i temi zonali da affrontare.

Ad aprire il confronto è il capogruppo Pdl Roberto Ferraro, che definisce l’Unione come «una sorta di suicidio assistito per San Miniato», e lancia l’idea di un referendum a garanzia della partecipazione. «La mozione del Pd è rimasta quella di due mesi fa – afferma - nonostante avessimo chiesto almeno le linee guida. Evidentemente c’è qualcosa che si preferisce non dire. Vorremmo sapere se un Comune da 30mila abitanti conterà come uno da 10mila, e quanti saranno i consiglieri dell’Unione. Non ci convince l’atteggiamento dei cugini degli altri Comuni, che sembrano volere l’Unione per prendere qualcosa da San Miniato senza dare niente in cambio. Dobbiamo anche capire se parliamo di un’unione di programmazione o di gestione, perché non vorremmo che si demandassero settori, come i lavori pubblici, a società in house estranee al controllo dei consigli comunali».

«Siamo favorevoli all’Unione – dice Laura Cavallini di Sel – perché abbiamo bisogno dei nostri cugini come loro hanno bisogno di noi. Anche il polo scolastico a San Miniato, imprescindibile per questo consiglio, non significa niente se non è inserito in un’ottica comprensoriale». «La rappresentatività è il primo punto – aggiunge Fabio Corsi (Comunisti Uniti) -: tutte le forze politiche dei consigli dovranno essere presenti anche nell’Unione». Pieno appoggio, invece, da Michele Di Gianni (Udc): «I nostri Comuni hanno gli stessi problemi, ma fino a oggi li hanno affrontati male perché ognuno ha pensato al proprio orticello».

«Certe questioni sono successive – ha replicato il capogruppo Pd Simone Giglioli -: adesso dobbiamo solo dire se l’Unione la vogliamo oppure no. Il Pdl, invece, ha toccato questioni di campanile fuori luogo. Arroccarsi su certi servizi, come scuola o sanità, senza un’ottica comprensoriale, significa perderli sicuramente». «Bisogna mettere al centro i cittadini e tenere da parte il campanilismo – ha concluso il sindaco Vittorio Gabbanini -: se un servizio funziona non mi preoccupo di dov’è la sede. Intanto partiamo, poi discuteremo di tutto, ma non vi preoccupate: anche in sinergia con gli altri Comuni San Miniato sarà sempre importante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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