Il Tirreno

Pontedera

Troppi straordinari, infermieri sotto stress

Protesta all’ospedale Lotti . Turni lunghi e sostituzioni per le aspettative negate La risposta dell’Asl: per garantire ferie e aspettative sarà riorganizzato il lavoro

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PONTEDERA. Da tempo gli infermieri, soprattutto tramite le ripetute segnalazioni dei sindacati in particolare del Nursind, denunciano una situazione di super lavoro nelle sale operatorie dell’ospedale Lotti e per gli infermieri in generale. Ora un infermiere di ortopedia, Nicola Grassa, facendosi interprete dei malumori dei colleghi, ha scritto una lettera ai giornali evidenziando una serie di problemi e chiedendo alla direzione dell’Asl 5 di trovare un rimedio. Agli infermieri, comincia, vengono chieste troppe ore di straordinario e questo aumenta le condizioni di stress. E, di conseguenza, il rischio di errori. «La sanità toscana è giustamente considerata una delle più efficienti del panorama italiano, ma i cittadini sanno a quale costo?» comincia l’infermiere pontederese.

«La maggior parte degli infermieri dell'ospedale di Pontedera ha accumulato negli ultimi tre mesi più di 50 ore di lavoro straordinario, saltando ripetutamente i riposi settimanali, per coprire malattie e carenze di personale. Infermieri che da mesi non vengono sostituiti con nuovi assunti. Questo indubbiamente determina negli operatori, a lungo andare, stanchezza e disattenzioni nello svolgimento delle loro funzioni». Una situazione che merita di essere presa in considerazione. «In quale azienda o ditta metalmeccanica si arriva ad accumulare così tante ore di straordinario lavorando in un mese 3 domeniche su quattro e con i turni di notte?», chiede l’infermiere aspettandosi una risposta in tempi ragionevoli. Le ferie sono alle porte e gli infermieri scarseggiano. «Se questo è inaccettabile in una qualsiasi azienda, a maggior ragione in un contesto sanitario in cui l' attenzione è rivolta a persone malate e bisognose d'assistenza. I cittadini hanno diritto a un’assistenza efficiente ed efficace e proprio per questo devono conoscere le condizioni in cui lavorano quegli operatori sanitari che coscientemente si adoperano per la salute degli utenti, affinchè i loro carichi di lavoro e lo stress non ricada sulla salute dei cittadini stessi».

Abbiamo chiesto al direttore generale dell’Asl 5, Rocco Damone, come l’azienda sanitaria locale intende “curare” la cronica mancanza di infermieri. «La necessità di sostituire gli infermieri è frequente, per questo è previsto a breve l'ingresso di nuovo personale infermieristico e di operatori socio-sanitari di ruolo perché si possa mantenere la dotazione ottimale». Secondo Damone va tenuto presente che gli infermieri «hanno un'alta professionalità e che nella programmazione delle dotazioni organiche dei vari reparti e servizi dell'ospedale di Pontedera, sono previsti specifici coefficienti di sostituzione utili alla copertura delle assenze del personale. Se le assenze non programmabili superano tali coefficienti (malattie, permessi) viene richiesto temporaneamente un impegno aggiuntivo al personale, per garantire i dovuti livelli assistenziali ai cittadini».

Per assenze lunghe e gravidanze vengono attivate tutte le procedure necessarie per la sostituzione e, laddove viene richiesta una formazione specifica «sono attivati percorsi dedicati di reperimento del personale infermieristico. Tuttavia, spesso la tempistica di espletamento dell'iter burocratico non coincide con il reale bisogno di sostituzione», ammette Damone.

Per permettere ferie e aspettative per maternità e per cercare di ridurre i disagi da assenze non programmabili, nel quadrimestre giugno - settembre, «è stata pianificata l'organizzazione delle risorse infermieristiche e del personale di supporto».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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