Il Tirreno

Pontedera

Tiratori medievali a caccia del cero

Tiratori medievali a caccia del cero

Volterra, i cortei storici sfilano e le contrade scaldano i motori per il palio

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Con la benedizione della macchina in cattedrale e l’abbinamento delle squadre nella sala del Maggior consiglio di questa sera, si scaldano i motori del tradizionale palio del cero, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione.

L’appuntamento è per domani: una giornata speciale che comincia al mattino, dalle 11, con cortei storici nella città di Volterra per arrivare alle 16 alle eliminatorie del Palio, in piazza dei Priori.

Momento clou della giornata sarà la sera: suggestioni e acrobazie. Alle 21 cominciano i cortei, per arrivare alle 21.30 con la finale. Ovvero con quella disfida tra le contrade etrusche che da anni anima il cuore pulsante del Colle.

«Il palio è sempre un’emozione grandissima sia che si viva da contradaioli, da protagonisti o da semplici spettatori», commenta il Priore maggiore Fabrizio Fabbri. E mai come quest’anno anche le contrade e i loro cortei saranno protagonisti. «Il motivo - spiega – è che abbiamo istituito il Masgalano, termine spagnolo che significa “massima eleganza” per far sì che i nostri figuranti apprezzino il bello dello sfilare con dignità. E il Masgalano verrà assegnato alla contrada che si sarà comportata al meglio». Uno sguardo al “medagliere”. Fino ad ora sono ben 8 i palii del cero vinti dalla contrada di Villamagna.Al secondo posto con 4 vittorie c’è la contrada Sant’Agnolo.

«Portare nella chiesa di contrada – continua Fabbri – il cero vinto è un onore che rimane inalterato nel tempo».

Quest’anno l’autore del cero è l’artista Ennio Furiesi (ogni anno viene realizzato da un personaggio diverso).

Ma come funziona il palio? Si tratta di una gara dove le squadre, una per contrada, composte da otto tiratori (sei uomini e due donne) si sfidano nella contesa con una macchina di legno sulla cui sommità è fissato un cero. «E’ una gara che si ispira a molte delle tradizioni civili e religiose della Volterra medievale – dice ancora Fabbri – riprende la consuetudine di donare da parte delle contrade e delle comunità di Volterra un certo quantitativo di cera ai patroni cittadini, durante le principali festività religiose. Spesso questi ceri erano portati in processione su grandi strutture in legno decorate con animali fantastici, stemmi o immagini religiose.legate alla tradizione il fatto di appensatire la struttura in legno con sacchi di sale».

Intanto dalla manifestazione di domenica scorsa, l’Ut Armentur Balistari è uscito il priore dei balestrieri Angelo Gotti che è riuscito ad ottenere un centro perfetto nel corniolo, la contrada a lui abbinata era Piazza Santa Maria.

Francesca Suggi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa