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Sel: si privatizza la Ges in silenzio

POMARANCE. L’azienda pubblica che gestisce il teleriscaldamento a Pomarance ha le ore contate secondo Sel-La sinistra di Pomarance. «Ormai sembra certo che la parziale privatizzazione della società...

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POMARANCE. L’azienda pubblica che gestisce il teleriscaldamento a Pomarance ha le ore contate secondo Sel-La sinistra di Pomarance. «Ormai sembra certo che la parziale privatizzazione della società stiaa avvenendo nel silenzio più assordante da parte dell’amministrazione», sottolineano.

I gruppi politici spulciano la relazione del presidente sulla gestione del bilancio 2011, approvata nel consiglio comunale del 30 aprile scorso con 4 voti contrari e 1 astenuto.

«Dentro quella relazione – spiegano – si legge che quello scritto possa essere di un qualche ausilio nell’ottica del possibile ampliamento societario di parte pubblica e privata, previsto dalle vigenti leggi entro e non oltre l’esercizio del 2012».

Sel e La sinistra a Pomarance continuano la lettura: «Leggiamo ciò che viene scritto, ovvero “nell’analisi dei fatti che hanno caratterizzato il 2011, sicuramente il più importante riguarda la trasformazione della Geo energy service srl unipersonale nella società per azioni denominata Ges spa - e aggiungono – Crediamo che si tratti di un atto propedeutico all’ingresso di privati in società».

I gruppi contestano il modus operandi del Comune. «Nei due incontri pubblici sull’argomento è stato confermato che ogni legge che contrasta il responso referendario è costituzionalmente illegittima e molti comuni si stanno muovendo per difendere e attuare le proprie scelte di gestione pubblica – e guardano a Pomarance – Continua invece nell’indifferenza generale qua da noi la marcia verso la parziale privatizzazione della Ges entro il 2012».

Per Sel e La sinistra il Comune: «Sta realizzando punto per punto quello che era già negli intenti del nuovo consiglio di amministrazione Ges insediatosi i primi di maggio 2010 e nessuno ha mai cercato di coinvolgere i cittadini che, essendo i sostenitori e i cofinanziatori del progetto di teleriscaldamento, hanno tutto il diritto di essere coinvolti sul futuro del servizio e della sua gestione». E richiamano a quelle 1200 firme raccolte: «Nè gli amministratori, né i gruppi politici in consiglio comunale si sono fatti carico di rispettare la petizione».(f.s.)

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