Il Tirreno

Pontedera

Ora la robotica si studia a scuola

Sarà materia del corso di lezioni all’Itis Marconi Avuto un finanziamento regionale grazie al Progetto Galileo

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. La robotica entra sempre più nelle scuole superiori. L’anno prossimo sarà materia curriculare al corso di elettronica dell’Itis Marconi. Ma nel frattempo, dispensa curiosità e voglia d’impararne le nozioni fra gli studenti. Ieri, infatti, si è svolta la presentazione del Progetto Galileo 2011, a cui la scuola ha partecipato ottenendo un finanziamento regionale e coinvolgendo gli studenti nella realizzazione di un robot in grado di riconoscere presenza di gas in atmosfera. Tutti gli indirizzi del Marconi, meccanica, elettronica, informatica, sono stati impiegati per questa operazione che ha compreso anche chimica, visto che anche l’alcol etilico preparato per il test della macchina è stato sintetizzato dai ragazzi. «Siamo a Pontedera – ha spiegato il preside Pierluigi Robino – ed è naturale che l’attività svolta sulla robotica dal Polo Sant’Anna si stia facendo sentire anche da noi. Il robot del Progetto Galileo è stato progettato e realizzato in stretta collaborazione con i ricercatori della Scuola Superiore pisana. Del resto sono così bravi a coinvolgere insegnanti e ragazzi in un settore così importante per la nostra vita futura, che era inevitabile inserire questa materia fra quelle curriculari della scuola. Oltre ai frequentatori del corso di elettronica, per i quali la robotica sarà obbligatoria, continueremo ad avere attività aggiuntiva aperta a tutti gli studenti». Il robot che individua le esalazioni di gas esiste già sul mercato. Ma quello realizzato dai ragazzi del Marconi resta un’operazione significativa per quello che ha saputo trasmettere ai giovani. «Si tratta di una macchina che rimarrà nella scuola – ha detto Cosimo Mulé, insegnante di elettronica e coordinatore dell’attività legata alla robotica – in modo da permettere ulteriori sperimentazioni agli studenti». Insieme al Progetto Galileo, i ragazzi dell’istituto tecnico industriale si sono cimentati anche con Acris, un altro progetto della Regione Toscana per la divulgazione della robotica e della cultura scientifica fra i giovani. Anche in questo caso si è affrontato la costruzione di un robot con apprendimento nel “problem solving”, la soluzione dei problemi per dirla all’italiana, che mano a mano si sono trovati ad affrontare. «I robot sono macchine dotate di microcontrollori – hanno spiegato Fabio Fontanelli di Bientina, studente al terzo anno d’informatica, Daniele Bellucci di Treggiaia, al quinto anno anche lui d’informatica e Giacomo Taormina di Ponsacco al quarto anno dell’indirizzo scientifico-tecnologico – che, in realtà, non sono altro che piccoli computer. Magari con prestazioni limitate, ma pur sempre elementi per svolgere numerose funzioni. Pensiamo alla domotica, basato sui microcontrollori, alla sua importanza nel mondo attuale e al fondamentale ruolo che avrà in futuro. Programmare robot ti offre l’opportunità di apprendere elementi d’informatica che, in classe, non riesci a mettere in pratica».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web