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«La crisi?Ecco come si supera»

 «La crisi?Ecco come si supera»

Al convegno sui distretti un appello al governo: salvaguardateci, l’Iva aumentatela sulle importazioni

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«Salvate il conciatore, valorizzate la manifattura, non è una battaglia di retroguardia ma una garanzia per il futuro. E' così che l'Italia potrà recuperare, come fa anche anche la Germania, mentre a certi Paesi dell'Unione Europea non importa molto. La ricerca, la creatività, l'innovazione anche per il pellame sono più di sempre il motore dell'economia».

Questa la forte sollecitazione del professor Marco Fortis, che ieri mattina ha concluso la propria relazione su "La rilevanza dei distretti industriali nell'economia italiana e la loro presenza sui mercati internazionali: il caso dei distretti italiani della concia".

Quanto contano i distretti. Tema affrontato nell'ambito del convegno economico "I distretti della pelle nella filiera della moda: reti di eccellenza e chiave d'accesso al mercato globale, oltre la crisi".

Il relatore, docente all'Università Cattolica di Milano, e vice presidente della Fondazione Edison, ha ricordato che «tra i prodotti con i quali l'Italia è in prima posizione nell'export mondiale ci sono anche il cuoio e le pelli, e basta una sola lavorazione in Italia per consentire il marchio Made in Italy. Eppure l'industria, insieme al turismo e all'arte, dovrebbe avere i migliori ministri, quelli in grado di fare».

L’aliquota Iva? Alziamola sull’Ipad. E ha aggiunto, non in tono di provocazione ma con convinzione «diamo qualcosa alle aziende benemerite, perché senza l'industria che produce non ci sarà più neanche il ministro della finanza».

E ancora: «Quando alziamo l'Iva, alziamola sull'Ipad, che non è una nostra produzione. Non si può, lo so, ma si può trovare altre formule».

Singolare anche quando ha raccontato Salvatore Mercogliano, direttore Unic: «Una proposta del senatore Izzo, del Pdl, concorde anche il Pd, per adeguare la normativa del 1966, e dunque l'indicazione pelle, cuoio, pellame, in italiano soltanto sui prodotti nostrani, perché hanno la certificazione Icec, e le norme Iso, è stata poi ostacolata da una lobby dei calzaturieri».

Un occhio alla solidarietà. Tra gli altri interventi, Franco Donati, presidente di Assoconciatori, ha annunciato che «verranno inviati aiuti economici ai terremotati dell'Emilia Romagna, come già a quelli dell'Umbria».

E qualcosa di analogo dal sindaco Osvaldo Ciaponi con il coordinamento dei poli conciari (erano infatti presenti anche Rino Mastrotto presidente Unic, Valter Peretti confindustria Vicenza, Michele di Majo, distretto Solofra).

E inoltre Giuseppe Volpi Consorzio Ponte a Egola, Sandro Bonaceto Confindustria toscana, Francesco Bosio, direttore generale della Banca di credido cooperativo di Cambiano.

Ha moderato la giornalista Silvia Pieraccini.

Luciano Gianfranceschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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