Sicurezza
L’Unione degli inquilini chiede altri chiarimenti
CASTELFRANCO. Il giorno dopo la sentenza del Consiglio di Stato, sulla sospensiva dei lavori al pirogassificatore della Waste (azienda che può riprendere la realizzazione dell’impianto), continuano...
CASTELFRANCO. Il giorno dopo la sentenza del Consiglio di Stato, sulla sospensiva dei lavori al pirogassificatore della Waste (azienda che può riprendere la realizzazione dell’impianto), continuano gli interventi di chi, in questa battaglia, ha deciso di avere un ruolo da protagonista. «Soddisfatti che il Consiglio di Stato ha rigettato in massima parte gli appelli della società Waste Recycling, della Regione Toscana e dell'Arpat – interviene Aurora Rossi, del comitato antinquinamento – La società potrà portare a conclusione la costruzione e l'istallazione a suo “rischio e pericolo”. Se la sentenza definitiva del Tar annullasse l'autorizzazione, la Waste dovrebbe smontare l'impianto».
Rifondazione comunista dice che «Il pronunciamento è più di un atto simbolico, ratifica nei fatti quello che Prc, cittadini e istituzioni locali hanno affermato da tempo, ovvero la prevalenza degli interessi generali su quelli, se pur legittimi dell’attività imprenditoriale». L’Unione inquilini, poi sostiene che contrariamente a quanto dichiarato da Waste, l’impianto non può essere completato per poi “testarlo con le biomasse”. Non è previsto dalle ordinanze. «Ma per chiarire la situazione abbiamo inviato al Comune di Castelfranco, alla Provincia di Pisa, all’Arpat, all'Asl 11 e per conoscenza ad i sindaci di Santa Croce, Santa Maria a Monte, san Miniato, Montopoli ed alla Regione Toscana una richiesta di chiarimenti».
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