Il Tirreno

Pontedera

Unione dei Comuni, il Pd svela le carte

di Manolo Morandini

La stessa mozione oggi sarà in discussione nei consigli comunali di San Miniato e Santa Croce sull’Arno

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SAN MINIATO. Le ragioni per l’Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore esordiscono in aula. Un doppio appuntamento a San Miniato e a Santa Croce per la discussione in contemporanea nei consigli comunali di questa sera della stessa mozione. A presentare i documenti sono i rispettivi gruppi del Partito democratico. Obiettivo comune: impegnare formalmente le amministrazioni per attivare «tutte le procedure e a predisporre tutti gli atti necessari per addivenire al più presto alla formale costituzione dell’Unione dei Comuni», garantendo «tutti gli adempimenti previsti dalla legge e i necessari passaggi di partecipazione».

È quanto si legge nella mozione, il testo è unico, che punta a dare una veste istituzionale a un dibattito rimasto in questi mesi confinato nelle stanze di partito. Si punta a fare sistema in materia di «ambiente, politiche sociali, educative e per la salute, assetto urbanistico e infrastrutturale, programmazione scolastica, sviluppo economico sostenibile e rapporto con il governo regionale». Il tutto in un’ottica di una gestione «sempre più efficiente, efficace ed economica dei servizi sull’intero territorio».

Un dibattito che parte in contemporanea sulle due sponde dell’Arno. E dopo San Miniato e Santa Croce sarà la volta di Castelfranco di Sotto e Montopoli Valdarno. Queste i quattro Comuni che per il Pd devono fare massa critica.

Tra le ragioni dell’Unione, infatti, c’è anche «la necessità di continuare ad assicurare a quest’area il peso politico ed economico che rappresenta nell’ambito istituzionale e sociale, in un quadro normativo che incentiva sempre di più le Unioni dei Comuni rispetto ad individualità istituzionali destinate altrimenti a rimanere soffocate». La necessità per il Pd è quella di una «costituzione formale dell’Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore, attivando le procedure e predisponendo gli atti conseguenti.

Nel percorso che si apre ci sono due precedenti. La costituzione negli anno ‘70 del Comprensorio del cuoio e della calzatura e quella negli anni ‘80 dell’Associazione intercomunale. A pesare anche l’appartenenza ad un unico distretto industriale caratterizzato da tre settori produttivi: cuoio e pelli, pelletteria e calzaturiero.

I numeri in campo. Qui si realizza il 35% della produzione nazionale di pelli per calzature, pelletteria e abbigliamento. Ma anche il 98% della produzione del cuoio da suola. A fronte di una quota dell’export che supera il 60% del fatturato totale, con oltre settanta Paesi serviti. Ma oltre all’aspetto produttivo, concentrato lungo le rive dell’Arno, il Valdarno, che conta 67mila abitanti, presenta anche altri elementi importanti sul piano storico, artistico, turistico e ambientale.

Un distretto che conta circa 8mila addetti e si presenta come un sistema di aziende integrate sia verticalmente che orizzontalmente. Una struttura frammentata di piccole e medie imprese integrate con un sistema di attività in conto terzi specializzato in alcune fasi della lavorazione. Vengono sottolineati anche l’interesse delle grandi griffes della moda e in alcuni casi il loro impegno diretto di capitali come sintomatici delle potenzialità delle produzioni dell’area. E poi viene messa in luce la distrettualità, soprattutto sui temi dell’impatto ambientale delle produzioni industriali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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