Sicurezza
Tendone, anche il Comune fa un esposto alla Procura
Gli uffici si tutelano e segnalano pure il mancato pagamento della cauzione legata alla somministrazione di alimenti e bevande. Buselli aveva detto di sì
VOLTERRA. Andare in Comune per nuove verifiche a scoprire che c'è un secondo esposto alla Procura della Repubblica fatto direttamente da uno degli uffici comunali. Destinataria, ancora una volta, la gestione del tendone di Docciola. Ecco che sulla controversa vicenda della tensostruttura, legata al "civico" Alessio Berni dell'associazione Etruria Promozione a cui l'amministrazione aveva affidato direttamente la location per la festa di Capodanno e gli eventi fino a fine febbraio, si apre un ulteriore capitolo che va a "scomodare" l'autorità giudiziaria di Pisa.
«A quello che risulta agli atti visionati si tratta di un esposto del 24 febbraio, con tanto di numero di protocollo, in cui si comunica una possibile notizia di reato sugli aspetti relativi alla sicurezza della tensostruttura e sulla mancanza di pagamenti legati a suolo pubblico e alla cauzione che il gestore avrebbe dovuto pagare per l'esercizio di somministrazione di alimenti e bevande come da regolamento comunale per la disciplina sul rilascio autorizzazioni stagionali«, spiega Fabio Bernardini al timone di Progetto Originario, il gruppo di opposizione che da mesi sta cercando di fare chiarezza sulla vicenda.
Da febbraio ad oggi, grazie alle loro interrogazioni, si sta scoperchiando un controverso pentolone fatto di documenti comunali che parlano di irregolarità e di dichiarazioni del diretto interessato Alessio Berni che, invece, rinvia al mittente qualsiasi accusa.
Su questi grovigli di atti firmati sia dal responsabile del settore Nicola Raspollini che dallo stesso sindaco di Volterra Marco Buselli, a cui fanno eco le giustificazioni di Berni rispetto al mancato pagamento del suolo e diffide legali, c'è comunque un dato oggettivo che riavvolge tutto: due esposti alla Procura, uno effettuato dal gruppo di minoranza e l'altro dagli uffici comunali.
«Siamo stati in tutti gli uffici preposti che avrebbero dovuto avere la ricevuta della presunta cauzione versat a di circa 2mila euro e non c'è traccia», continua il capogruppo.
Bernardini non può non tirare fuori dal "fascicolo tendone" la risposta del sindaco datata 18 febbraio, in cui su espressa richiesta del gruppo (formalizzata in un'interpellanza del 9 febbraio) si chiede se l'associazione Etruria Promozione debba versare, o meno, la cauzione legata alla somministrazione di alimenti e bevande, Buselli sottolinea "sì, l'obbligo ad oggi adempiuto (si riferisce al pagamento della cauzione) è stato assolto tardivamente dando luogo a una opportuna sanzione da parte della polizia municipale".
Il sindaco, quindi, scrive che la cauzione era stata pagata. Al 18 febbraio.
Eppure la realtà che emerge dalle verifiche effettuate sembra un'altra. «Chiediamo al sindaco perché mai sia stata data una risposta scritta, a un'interpellanza, che non corrisponde a verità». E vanno oltre: «E ci interroghiamo, a questo punto, anche sul valore dell'istituto interrogazioni/interpellanze, considerato che è la seconda volta su questa vicenda che dopo una risposta scritta del sindaco, andiamo a spulciare le carte, e scopriamo che la realtà delle cose è un'altra». Considerati gli eventi, il gruppo di opposizione torna a tirare in ballo i 3500 euro si contributo pubblico ricevuto il 30 gennaio scorso da Etruria Promozione. «Guardiamo se alla luce dei fatti, magari quelli, la nostra amministrazione se li fa ridare».
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