Il Tirreno

Pontedera

Scappano dal terremoto e trovano casa a Bientina

Scappano dal terremoto e trovano casa a Bientina

La solidarietà di un cittadino che ha accolto l’appello di una radio privata ed ha invitato in un suo alloggio vuoto una famiglia di Mirandola

2 MINUTI DI LETTURA





BIENTINA. La solidarietà della Valdera comincia dalla città di san Valentino.

Ma soprattutto da un cittadino privato – che ha espressamente chiesto di restare anonimo – che ha messo a disposizione la propria casa a una famiglia di Mirandola, paesino emiliano disastrato dal terremoto, fra l’Emilia e il Po.

Da lì è partita la rete solidale, di cui si è fatto portatore in primis il sindaco, Corrado Guidi, e che ha permesso a un intero nucleo familiare - i Dulmieri: moglie, marito, tre figli - di trovare a Bientina, quartiere di Viarella, un po’ di pace. Di quella pace necessaria anche a dormire, visto che laggiù le scosse continuano costanti.

«Stavo ascoltando radio Bruno, e ho sentito che delle persone stavano mettendo a disposizione degli alloggi per i terremotati. Così mi è venuta l’idea di poter aderire a questa iniziativa».

Lui, il benefattore, che ha un alloggio sfitto a Bientina, ha subito contattato il primo cittadino.

E, come in una reazione a catena, la città si è attivata, con la protezione civile che ha fornito le brande che mancavano in casa. Con la collaborazione, anche, dell’associazione “Bientina per la pace”.

«Chiaramente abbiamo avvertito anche i carabinieri dell’arrivo di questa famiglia. Ma il tam tam è stato velocissimo. Voglio che la mia azione, di stimolo al Comune, sia presa di esempio dalle altre realtà della Valdera».

Sia il capofamiglia Domenico che la moglie Cristina sono persone comuni, della porta accanto, gente che ha lavorato da sempre.

I figli – Ilaria, Chiara e Davide – sono studenti. Ma con il sisma tutto è cambiato: non c’è una casa o una fabbrica che non sia stata lesionata.

E la serenità è compromessa dal tremore della terra, incessante. Che non dà tregua. «Per fortuna ci è rimasta la salute», dice Domenico quasi per rincuorarsi.

«Mia figlia ha anche degli amici che sono rimasti sotto le macerie: perfino le costruzioni nuove, di tre anni d’età, si sono sfogliate».

L’aiuto fattivo che la comunità bientinese e il Comune – impegnatosi nella logistica dell’intervento – hanno dato è sottolineato con forza anche dal primo cittadino.

«Da sempre l’amministrazione comunale è sensibile a queste tematiche, in questo caso abbiamo agito solo da tramite. Siamo onorati di poter fornire l’aiuto necessario a chi è stato colto da una disgrazia come questa che, oltre a fare lutti, lascia un segno indelebile in ognuno dei protagonisti».

Jacopo Paganelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa