Il Tirreno

Pontedera

Distretto modello la depurazione studiata dai turchi

di Giacomo Pelfer
Distretto modello la depurazione studiata dai turchi

Una delegazione di Gerede in visita a Santa Croce Partner locale è l’azienda di macchinari Cm Spa

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SANTA CROCE. Un salto dalla penisola anatolica fino a Santa Croce. Migliaia di chilometri di distanza, eppure il modo e i movimenti di apprezzare la qualità della pelle sono sempre gli stessi. Ali e Selahattin si piegano sui gropponi appena usciti dalle macchine, li sfiorano col palmo della mano, ne controllano lo spessore, fotografano gli operai al lavoro. Sono due conciatori turchi, arrivati dal distretto industriale di Gerede, una delle contee che compongono la provincia di Bolu, a nord di Ankara.

Un ponte di collaborazione, nato dall’attività della Cm Spa di Santa Croce, azienda storica che da cinquant’anni realizza macchinari per concerie: presse e scarnatrici vendute in tutto il mondo. «Quello turco è un mercato col quale lavoriamo ormai da diversi anni – spiega Federico Mancini, a capo dell’azienda insieme al fratello Antonio -. Sono stati gli imprenditori a manifestare l’intenzione di una visita nel nostro distretto, soprattutto per vedere gli impianti di depurazione».

Una delle tante delegazioni estere che quasi settimanalmente arrivano nel comprensorio del cuoio. La novità, però, sta nel livello istituzionale della comitiva arrivata in questi giorni a Santa Croce. I due imprenditori, infatti, sono riusciti a portare con sé, in Italia, addirittura il governatore della provincia di Bolu, insieme al proprio responsabile all’ambiente, nonché al sindaco e al prefetto della contea di Gerede.

Approdati in Italia lunedì, gli ospiti turchi, per cominciare, sono stati portati a Firenze per il classico tour turistico della città. Martedì, invece, visita alla Cm e in altre aziende del distretto, ma soprattutto al depuratore Aquarno di Santa Croce.

«Le aziende turche si stanno sviluppando – afferma Antonio Mancini – e sono pronte a investire sia nei macchinari sia nel miglioramento della depurazione. Hanno già una certa esperienza in questo campo, ma prima di partire vogliono comprendere il nostro modello per confrontarlo con il loro. Si tratta quindi di un confronto a 360 gradi».

Dopo una prima illustrazione teorica, dedicata anche al quadro normativo italiano, la comitiva è stata accompagnata all’interno del depuratore. «L’obiettivo – hanno spiegato imprenditori e politici turchi – è quello di trovare un giusto equilibrio fra le necessità commerciali e il rispetto dell’ambiente».

Da qui l’interesse per il trattamento dei fanghi e soprattutto per il contenimento delle maleodoranze, fatto chimicamente anziché in forma meccanica. E poi il tour fra le lavorazioni, per osservare le innovazioni nel campo dei macchinari.

«Hanno voluto rendersi conto dei miglioramenti rispetto ai macchinari che utilizzano loro – prosegue l’imprenditore Mancini -. Per il nostro distretto il confronto è indispensabile. L’importante è rimanere sempre un passo avanti agli altri a livello di esperienza e di innovazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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