Finanza
Cave, spazio alla modifica dei piani
Palaia, vertice tra il fronte del “no” e il sindaco Falchi per rivedere le previsioni
PALAIA. Dal vertice porte aperte alla revisione dei confini delle aree tartufigene. È questo il risultato con cui si sono lasciati il sindaco di Palaia Alberto Falchi e la delegazione dell’Associazione tartufai di San Miniato, il comitato No cave e i rappresentanti della Federcaccia sanminiatese. L’obiettivo è chiudere le porte alle previsioni dei tre siti di estrazione di sabbia e ghiaia previsti nella valle del Chiecina, sulla sponda palaiese. L’incontro si è tenuto ieri nelle stanze del palazzo municipale di Palaia.
«I tartufai hanno richiesto di procedere all’aggiornamento delle carte delle zone tartufigene nella valle perché rispetto alle aree inserite nel piano strutturale del 2005 sono intervenute delle novità – spiega Falchi –. L’impegno dell’amministrazione è di farsi carico di recepire queste indicazioni nei limiti in cui troveranno riscontro sul campo, sulla base delle verifiche che saranno svolte da un soggetto terzo».
Un primo passo di un iter tutt’altro che scontato. Che dovrebbe tradursi in una variante del piano strutturale di Palaia e del piano delle attività estrattive provinciale. In pratica, c’è una situazione congelata nelle carte su cui sono stati previsti i siti di coltivazione della sabbia e della ghiaia che confligge con le zone di raccolta del tartufo. Un dato che permette di inserire queste aree tra quelle tutelate e in cui sono vietate le attività che mettono a rischio il prezioso tubero.
«L’unica possibilità di modifica delle carte delle cave è l’aggiornamento dei vincoli delle aree tartufigene – conclude Falchi –. Abbiamo avviato un percorso, ma resta da vedere dove ci potrà portare».(m.m.)
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