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Imu, nessuno sconto ai disabili

Imu, nessuno sconto ai disabili

Protesta a Cascina per come sono state decise le agevolazioni per quanto riguarda la prima casa

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CASCINA. Esplode la protesta sull’Imu, in particolare su come l’amministrazione di Cascina ha determinato le aliquote, senza prevedere, a differenza di altre amministrazioni, riduzioni per i disabili.

«Si chiede a persone disabili, incapaci di intendere e di volere, residenti in case di cura per gravi problemi di salute fisica e mentale di pagare la tassa Imu sulla casa con l'aliquota raddoppiata perchè non  sono residenti (ma questo per motivi di salute gravi) nella loro abitazione», dice Michela Soldatini.

La cittadina rivolge un appello al Comune: «Chiedo che in questi casi l'aliquota sia quella di prima casa . È’ il caso di mia cognata ,sorella di mio marito, orfana dal 1976 della madre e dal'1989 del padre,comproprietaria con il fratello al 50% dell’immobile lasciato in eredità dal padre dove  io e mio marito ( fratello dell'invalida ) risiediamo. Tale immobile, di notevoli dimensioni, comporta già dei grandi sacridfici nel mantenimento. Mia cognata,di cui mio marito è  tutore dalla morte del padre, è invalida fin dalla nascita fisicamente e mentalmente con gravi problemi deambulatori ed incapace di intendere e volere ha quindi bisogno di assistenza continua per lavarsi vestirsi mangiare».

La donna è residente dalla morte della  madre presso l’istituto Cottolengo di Pisa.

«Personalmente provvede mio marito  alle sue spese personali, in quanto lei non percepisce alcun reddito ma solo una pensione di invalidità che copre a malapena la retta dell’istituto. Con la nuova tassa Imu mia cognata  non potrà,come per la vecchia Ici , usufruire dell’applicazione dell’aliquota del 4,6 per mille come prima casa , in quanto lei». Le agevolazioni sono a discrezione dei Comuni. E Cascina per ora ha escluso questa categoria di persone dalle agevolazioni.

«Si parla continuamente di superare le barriere architettoniche - continua la donna sostenuta nella protesta anche dal marito, fratello della disabile - a noi sembra sempre più che a pagare siano le persone piu deboli».

La donna ha chiesto un appuntamento al sindaco. (Non essendo possibile incontrarlo fino al 14 giugno – spiega – parlerò con il suo vice. Spero che altre persone che hanno il nostro stesso problema possano unirsi alla protesta e chiedere un incontro al Comune così da sensibilizzarlo sulla questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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