Sicurezza
Il sisma fa cadere pietre dalle mura del centro
A Cascina, la strada è stata chiusa con le transenne e interdetta ai pedoni E sulla Badia di San Savino lancia l’allarme anche l’ archeologo Guerrucci
CASCINA. Il terremoto che ieri mattina ha nuovamente colpito l’Emilia ha creato apprensione in molti centri della provincia pisana. A Cascina, dove peraltro nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme per le condizioni della storica badia di San Savino, il sisma ha fatto crollare alcune pietre delle antiche mura che racchiudono il centro storico di Cascina nel giorno della festa del patrono.
Proprio mentre in corso Matteotti era in corso la tradizionale fiera una cittadina che abita in via Lungo le mura, dopo avere sentito la terra tremare, si è accorta che dalle antiche mura erano caduti alcuni detriti finiti lungo la strada. Immediata la richiesta di intervento ai vigili del fuoco di Cascina. Sul posto anche i carabinieri e la polizia municipale di Cascina. La strada, nel tratto interessato dai cedimenti, è stata chiusa e transennata (al lavoro anche gli operai del Comune ) per impedire ai pedoni di avvicinarsi troppo alle antiche mura nel timore di ulteriori crolli.
Intanto, l’attenzione torna sulla Badia di San Savino anche se nel complesso monumentale non sono ancora intervenuti vigili del fuoco o personale della Soprintendenza.
Sulla Badia di San Savino interviene anche Renato Guerrucci, archeologo e responsabile dell'equipe di restauro archeologico a Palazzo Blu, dopo un lungo sopralluogo all'abbazia di San Savino. Ecco la sua “diagnosi”: «In seguito agli articoli apparsi nei giorni scorsi sui giornali circa i rischi statici del complesso di San Savino di Montione, e sollecitato dal direttore Luca Nannipieri, ho effettuato un sopralluogo, per farmi un'idea dell'effettivo stato in cui gravano le strutture. Partendo dal fronte principale si notano subito molte fessurazioni verticali a distanza quasi regolare, estese dal piede della muratura fino quasi alla sua sommità, in particolar modo, una di queste lesioni interessa l'arco d'accesso con leggera dislocazione della chiave. Questa stessa fessura continua nel vestibolo in cui si trova la scala, ledendo profondamente le murature e la bellissima volta quattrocentesca. Questa stessa crepa appare accentuarsi nell'arco successivo che presenta una dislocazione a mio avviso preoccupante della chiave di volta (provvisoriamente ancorate in aria da zeppe lignee) e di due terzi della porzione settentrionale dell'arco». Sopra a questo arco abita una famiglia e l'intonaco dell'ingresso della casa, recentemente ritinteggiato, mostra una crespa. «Le fessurazioni della chiesa sono numerose e profonde, e preferisco non parlarne: alcune di esse sono monitorate con vetri, dalla cui lettura potremo avere lumi. A mio parere il complesso è a rischio di crollo. Da esperto di edilizia medioevale posso affermare senza tema di smentita che quel complesso ha pochi rivali in Toscana quanto a bellezza e rilievo storico-artistico. Mi auguro che, sulla scorta di questa numerosa serie di segnalazioni, le autorità competenti decidano di sottoporre tutto il complesso ad un monitoraggio di dettaglio: succedesse qualcosa che nessuno si augura, sarebbe a questo punto difficile trincerarsi dietro l'ignoranza». Rincara la dose Luca Nannipieri: «Non è il primo esperto che chiamo all'abbazia per dimostrare lo stato di degrado in cui si trova». Dal 2009 Nannipieri denuncia infatti l'urgenza e la necessità di un articolato progetto di restauro e di messa in sicurezza del complesso monumentale. «In caso di crolli e di tragedie, nessuna autorità può sentirsi giustificata dicendo che è stata un'imprevedibile fatalità. Ne ho parlato anche ad una recente tavola rotonda a Montecitorio, a Roma, con notissimi esperti, facendo vedere documentazione e rischi. Nessuno pensi che la mia sia un'azione avventata o di puro clamore mediatico. E' frutto di analisi, prove e giudizi di innegabili esperti del settore».ALTRI SERVIZI DA PAG. 2 A 7
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