Sicurezza
Violenza sulle donne, più sportelli
Arrivano quattro nuovi punti d’ascolto grazie ad un progetto comprensoriale finanziato dalla Regione Toscana
CASTELFRANCO. Arrivano quattro nuovi sportelli di ascolto contro la violenza alle donne. Un'esperienza che parte da San Miniato, grazie all'attività dell'associazione Frida e che adesso si estende in forma itinerante negli altri comuni del Valdarno, compreso Fucecchio, che farà da apripista per l'allargamento del servizio anche nell'Empolese-Valdelsa. È il progetto Sia (Sportelli itineranti antiviolenza), che si è aggiudicato un contributo di 75mila euro dalla Regione. Ieri mattina la firma dell'accordo, sottoscritto nei rinnovati locali di via Solferino a Castelfranco, nuova sede della Società della Salute del Valdarno. Presenti i sindaci dei Comuni coinvolti, tra cui il primo cittadino di San Miniato Vittorio Gabbanini, presidente della Sds, con il direttore Franco Doni e gli assessori alle pari opportunità delle Province di Pisa e Firenze, Anna Romei e Sonia Spacchini.
«Il finanziamento regionale ci permette di implementare un'attività che portiamo avanti da un anno e mezzo – ha Giuditta Giunti, responsabile alle pari opportunità per la Sds del Valdarno –. San Miniato ha fatto da apripista grazie al progetto "Giù le mani" del 2009; un'esperienza che adesso viene estesa negli altri comuni». Ogni giorno, a turno, sarà sempre attivo almeno uno sportello sul territorio, dove Frida offrirà ascolto telefonico, colloqui di sostegno e consulenze psicologiche e legali. Un progetto per adesso limitato a 18 mesi, nella speranza di trasformarlo in futuro in un servizio stabile. «Un lavoro virtuoso che supera i confini territoriali – ha commentato l'assessore Sonia Spacchini –: un servizio da portare avanti nel tempo». «La percentuale di denunce nel nostro territorio è più alta perché c'è una maggiore sensibilità – ha aggiunto l'omologa pisana Anna Romei –; mi piacerebbe, però, che il piano sanitario prevedesse certi servizi in modo costante».
Del resto, bastano pochi numeri a tracciare i contorni di un problema ancora in gran parte sommerso da paure e pregiudizi: 78 le donne che si sono rivolte allo sportello di Frida a Ponte a Egola negli ultimi 4 anni, di cui il 70% italiane, in maggioranza (35%) fra i 31 e i 40 anni. La ragione sono quasi sempre i maltrattamenti, fisici prima di tutto, il cui responsabile, nell'86% dei casi, è sempre il partner. «Finalmente – ha aggiunto la presidente di Frida Rosalba Taddeini – sta nascendo un piano d'azione integrato, che risponde alle necessità delle donne. La nostra associazione inizierà adesso una mappatura del peso economico della violenza, per quantificare, attraverso i casi che assistiamo, il costo delle cure mediche sostenuto dalle stesse donne e del sistema sanitario». «L'accordo di oggi è solo il primo passo – ha detto Gabbanini – e dimostra la compattezza e la sinergia fra le Società della Salute del Valdarno e dell'Empolese-Valdelsa». Sulla sponda fiorentina, infatti, il Comune di Fucecchio ha già aderito in modo autonomo al progetto: «Perché è importante – ha aggiunto il sindaco Claudio Toni – offrire un servizio in più in un momento di crisi che si farà sentire soprattutto sulle donne e sulle famiglie».
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