Il Tirreno

Pontedera

Violenza sulle donne, più sportelli

di Giacomo Pelfer
Violenza sulle donne, più sportelli

Arrivano quattro nuovi punti d’ascolto grazie ad un progetto comprensoriale finanziato dalla Regione Toscana

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CASTELFRANCO. Arrivano quattro nuovi sportelli di ascolto contro la violenza alle donne. Un'esperienza che parte da San Miniato, grazie all'attività dell'associazione Frida e che adesso si estende in forma itinerante negli altri comuni del Valdarno, compreso Fucecchio, che farà da apripista per l'allargamento del servizio anche nell'Empolese-Valdelsa. È il progetto Sia (Sportelli itineranti antiviolenza), che si è aggiudicato un contributo di 75mila euro dalla Regione. Ieri mattina la firma dell'accordo, sottoscritto nei rinnovati locali di via Solferino a Castelfranco, nuova sede della Società della Salute del Valdarno. Presenti i sindaci dei Comuni coinvolti, tra cui il primo cittadino di San Miniato Vittorio Gabbanini, presidente della Sds, con il direttore Franco Doni e gli assessori alle pari opportunità delle Province di Pisa e Firenze, Anna Romei e Sonia Spacchini.

«Il finanziamento regionale ci permette di implementare un'attività che portiamo avanti da un anno e mezzo – ha Giuditta Giunti, responsabile alle pari opportunità per la Sds del Valdarno –. San Miniato ha fatto da apripista grazie al progetto "Giù le mani" del 2009; un'esperienza che adesso viene estesa negli altri comuni». Ogni giorno, a turno, sarà sempre attivo almeno uno sportello sul territorio, dove Frida offrirà ascolto telefonico, colloqui di sostegno e consulenze psicologiche e legali. Un progetto per adesso limitato a 18 mesi, nella speranza di trasformarlo in futuro in un servizio stabile. «Un lavoro virtuoso che supera i confini territoriali – ha commentato l'assessore Sonia Spacchini –: un servizio da portare avanti nel tempo». «La percentuale di denunce nel nostro territorio è più alta perché c'è una maggiore sensibilità – ha aggiunto l'omologa pisana Anna Romei –; mi piacerebbe, però, che il piano sanitario prevedesse certi servizi in modo costante».

Del resto, bastano pochi numeri a tracciare i contorni di un problema ancora in gran parte sommerso da paure e pregiudizi: 78 le donne che si sono rivolte allo sportello di Frida a Ponte a Egola negli ultimi 4 anni, di cui il 70% italiane, in maggioranza (35%) fra i 31 e i 40 anni. La ragione sono quasi sempre i maltrattamenti, fisici prima di tutto, il cui responsabile, nell'86% dei casi, è sempre il partner. «Finalmente – ha aggiunto la presidente di Frida Rosalba Taddeini – sta nascendo un piano d'azione integrato, che risponde alle necessità delle donne. La nostra associazione inizierà adesso una mappatura del peso economico della violenza, per quantificare, attraverso i casi che assistiamo, il costo delle cure mediche sostenuto dalle stesse donne e del sistema sanitario». «L'accordo di oggi è solo il primo passo – ha detto Gabbanini – e dimostra la compattezza e la sinergia fra le Società della Salute del Valdarno e dell'Empolese-Valdelsa». Sulla sponda fiorentina, infatti, il Comune di Fucecchio ha già aderito in modo autonomo al progetto: «Perché è importante – ha aggiunto il sindaco Claudio Toni – offrire un servizio in più in un momento di crisi che si farà sentire soprattutto sulle donne e sulle famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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