Attenzione
Mancano i soldi, metà dei chilometri restano da coprire
La situazione più difficile riguarda la Valdicecina saranno ridotti i collegamenti col resto della Valdera
PONTEDERA. Se il trasporto pubblico ha progetti nuovi e importanti per Pisa e per i tragitti urbani (Cascina compreso, come diciamo nel riquadro), sulla rete extraurbano cambiano numeri e prospettive.
Senza soldi metà dei tragitti. Partiamo da un numero che già dice molto: sono 2.127.720 i chilometri annui che riusciranno ad entrare nella gara regionale; mentre sono 1.800.000 i chilometri a domanda debole e come tali esclusi. Siamo quasi al cinquanta per cento. Ma viste le premesse dettate dai tagli sui territori i timori erano ancor più elevati.
La situazione nelle aree geografiche. «Nonostante gli oltre 40 milioni di euro di tagli che hanno ridotto di circa un quinto le risorse regionali per il trasporto pubblico locale siamo riusciti a salvaguardare tutti i servizi fondamentali non solo nell'area pisana, ma anche in Valdera, zona del Cuoio e Valdicecina», dice l'assessore provinciale Gabriele Santoni guardando il bicchiere mezzo pieno.
Sulla stessa falsariga il sindaco di Lari, Mirko Terreni, che parla in rappresentanza dei quindici Comuni che fanno perte dell'Unione Valdera: «Siamo di fronte alla più ambiziosa riforma dei servizi pubblici locali».
E anche l'assessore Alessandro Valiani del Comune di Santa Croce per la zona del Cuoio: «Manteniamo linee e fermate più significative: pendolarismo delle scuole, collegamenti con aree industriali e con le frazioni».
In Valdicecina i disagi maggiori. Per la Valdicecina invece è Santoni ad ammettere «le sofferenze maggiori. La nuova sfida – aggiunge l’assessore provinciale – è riuscire a mantenere anche le cosiddette percorrenze deboli: lo faremo attingendo alle nostre risorse e lavorando in sinergia con le amministrazioni comunali».
Dalla prossima settimana inizieranno incontri zona per zona per vedere cosa di importante resterà fuori dalla gara regionale, dunque dentro quei 1.800.000 chilometri "deboli". Durante i negoziati con la Regione, le istituzioni locali hanno strappato un altro milione di euro (che si aggiunge a quello per l'area pisana).
I Comuni poi hanno scelto di garantire risorse aggiuntive e così sarà raggiunto un budget di circa due milioni di euro da dedicare alla rete debole. Nei territori quindi si andrà ad un ripensamento complessivo (con tempi in linea con il bando regionale) delle linee locali alla luce dei tagli.
Le possibili soluzioni. Ma come sopperire? Anzitutto usando mezzi diversi dai grandi pullman spesso semivuoti nei loro viaggi nelle periferie. Ecco allora che tra le ipotesi ci sono autobus "a porte aperte", come un utilizzo più esteso dei pullmini scuolabus; servizi "a chiamata"; l'impiego comunque di mezzi più piccoli che comportano spese minori.
Le gare?In proprio. Tutto questo dovrebbe essere gestito in sede locali, attraverso gare che i Comuni (attraverso le loro organizzazioni come l'Unione dei 15 Comuni della Valdera o l’Unione della Valdicecina) farebbero in proprio.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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