Attenzione
Giusti, dalla Valdera alle terre del sisma
PONTEDERA. Paolo Giusti è membro della Misericordia di Pontedera – oltreché coordinatore della protezione civile volontaria della Valdera - e nella notte fra giovedì e venerdì è tornato dalle zone...
PONTEDERA. Paolo Giusti è membro della Misericordia di Pontedera – oltreché coordinatore della protezione civile volontaria della Valdera - e nella notte fra giovedì e venerdì è tornato dalle zone terremotate dell’Emilia Romagna, in cui si era recato al seguito della colonna mobile inviata dalla Regione Toscana nel modenese in ginocchio a causa del terremoto. Un eroe dei nostri tempi, insomma. Come tutti coloro che, insieme a lui, hanno preso parte alle operazioni in sostegno della popolazione. «Della provincia di Pisa eravamo in quattro, e io ero l’unico della Valdera», ci racconta. «Sono partito lunedì mattina insieme alla colonna mobile della Protezione Civile, e ci siamo radunati a San Possidonio, in provincia di Modena». La situazione che Paolo e compagni hanno trovato è delle peggiori: edifici crollati e capannoni mutilati, spostati dalla forza del sisma come fossero grissini. «Chi non va sul posto non si può rendere conto, è una cosa sconvolgente: i marciapiedi si sono rialzati di molti centimetri rispetto al manto stradale». I toscani hanno allestito un campo, all’interno di un impianto sportivo, comprensivo di tutto (scuola, infermeria, bagni). E hanno anche ricevuto i complimenti delle autorità locali. «La gente non vuole tornare in casa la notte, dorme nelle tende, un ragazzo di trentacinque anni mi ha confidato di essersela fatta addosso dallo spavento quando c’è stata la scossa, tant’è stata violenta. Ma le persone laggiù sono forti. Hanno detto che prima bisognerà ricostruire i capannoni: senza lavoro il resto non conta».
Jacopo Paganelli
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