Gioco
La sanzione lievita ed è protesta
Cittadina contro Equitalia. Per avere pagato 3.50 euro in meno ora ne deve 600
PONTEDERA. Una multa pagata con il bollettino sbagliato, cioè non con l’importo previsto quando la notifica della sanzione arriva a casa. E quei 3.50 di differenza che fanno lievitare scattare ulteriori interessi. In sintesi è la storia di quanto capitato a una cittadina di Pontedera, Sonia Ferraro, che in questi giorni si è vista recapitare a casa una cartella di Equitalia. Una di quelle lettere che fanno andare il sangue al cervello a tanti cittadini in un periodo, come questo, in cui una spesa imprevista rischia di mettere in crisi il bilancio familiare. Sonia Ferraro è andata su tutte le furie. Ha cercato di capire a cosa si riferiva quella richiesta di pagamento di 660 euro. Il Comune a cui finiranno i soldi è quello di Pontedera. E la sanzione “incriminata” risale ad alcuni anni fa ed è stata elevata dalla polizia municipale (esattamente all’inizio di febbraio 2008).
«Ho impiegato un po’ di tempo a capire di cosa si trattava – racconta Ferraro – per fortuna avevo le ricevute di pagamento e siamo riusciti a ricostruire di cosa si trattava. Mio padre era stato multato perché il tagliando dell’assicurazione esposto sull’auto era scaduto. Era solo un problema temporaneo. Avevamo pagato l’assicurazione regolarmente. Non sapendo che dovevo portare il tagliando alla polizia municipale abbiamo preso un’altra multa di 380 euro che ci è stata notificata a luglio 2008. L’abbiamo pagata ma abbiamo sbagliato l’importo. In sostanza è stato pagato il bollettino con l’importo che non includeva le spese di notifica». Per tutti questi anni la famiglia Ferraro è stata tranquilla. Ieri ha scoperto l’inghippo in cui sono capitati molti altri cittadini.
«E’ una ingiustizia. Credo che sia un modo di rubare i soldi ai cittadini – aggiunge - farò tutto quello che è necessario per evitare di dover pagare una cifra incredibile per un errore di pochi euro». Ieri pomeriggio la donna è tornata nuovamente dai vigili per protestare e chiedere spiegazioni.
«Non è possibile vessare i cittadini in questo modo – aggiunge - capisco che i Comuni cerchino di recuperare i soldi delle multe ma non in questo modo. Così si strangolano le famiglie».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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