Il dolore
Firmano in cento contro il degrado di San Romano
Inascoltati inviano una petizione al sindaco di S. Miniato «Servono dissuasori di velocità e nuovi attraversamenti»
SAN ROMANO. L’ultimo lembo del Comune di San Miniato. Poche centinaia di metri, a cavallo con Montopoli, a ridosso della strada e della ferrovia. Un gruppo di case schiacciate da traffico e degrado. È da qui, nella parte bassa di San Romano, che arriva l’ennesima protesta delle famiglie affacciate sulla provinciale delle Buche, nel tratto iniziale di via Gramsci, secondo la denominazione sanminiatese, subito prima della curva da brivido per Ponte a Egola.
Una protesta che si rinnova, inascoltata, ormai da diversi anni, lungo una strada tra le più trafficate del comprensorio, anche dai mezzi pesanti, dove i veicoli arrivano veloci, nonostante una curva senza un minimo di visibilità, né per gli automobilisti né per i pedoni. E poi il degrado: rovi, erbacce e sterpaglie sul lato opposto della carreggiata, nello spazio demaniale lungo la ferrovia. Un’immagine di trascuratezza e di disagio che i residenti non sono più disposti a tollerare. Così, per l’ennesima volta, hanno preso carta e penna e scritto al Comune e al sindaco Vittorio Gabbanini. La lettera è sottoscritta da quasi un centinaio di cittadini.
«La nostra petizione - spiega Norico Benvenuti - chiede prima di tutto di posizionare dei dissuasori di velocità, disegnando anche nuovi attraversamenti pedonali in corrispondenza delle attività commerciali. Basterebbe un dosso, o un attraversamento leggermente rialzato, giusto per ricordare di ridurre la velocità».
La lettera, inoltre, chiede il rifacimento del manto stradale e il completamento della bitumatura sul lato della ferrovia, che con la pioggia si trasforma spesso in una grande vasca d’acqua. «Colpa delle erbacce lungo la ferrovia - prosegue Benvenuti - che nessuno, in tutti questi anni, si è mai preoccupato di ripulire: la fossa di scolo si è trasformata in una macchia impenetrabile. L’erba alta limita anche la visibilità per chi arriva da Ponte a Egola. Proponiamo al Comune di espropriare una parte dello spazio demaniale, arretrando di un paio di metri la staccionata della ferrovia, in modo da realizzare alcuni posti auto evitando la sosta lungo la careggiata. Sul lato di Montopoli, pochi anni fa, è stato fatto un buon lavoro, dimostrando un’attenzione che ancora di qua non abbiamo visto».
«È un disastro - concludge Domenico Roselli della storica bottega di Fiorindo -, la trascuratezza di questa strada è vergognosa. Abbiamo provato tante volte a farci ascoltare, sempre in modo civile, ma ormai conta solo chi è più forte ed ha gli strumenti per farsi sentire di più».
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