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Pontedera

Tolleranza zero verso il lavoro nero

Tolleranza zero verso il lavoro nero

All’Associazione Conciatori debutta il codice etico. Eletto il collegio dei probiviri, che vigilerà sulla sua applicazione

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SANTA CROCE. Tolleranza zero nei confronti del lavoro nero e la richiesta di un maggiore sostegno degli enti locali per ritrovare il sentiero della crescita e dello sviluppo.

Sono le due strade tracciate nel corso dell’assemblea annuale dell’Associazione Conciatori che ha avuto luogo nei giorni scorsi a Santa Croce.

La presentazione del bilancio di esercizio è diventata occasione per l’Assoconciatori per rimarcare programmi e intenti, tra obiettivi raggiunti e nuove sfide da affrontare. «Il tempo è denaro ed è anche sopravvivenza di un intero sistema dal quale dipende la sussistenza di decine di migliaia di persone»: è questo uno dei passaggi più intensi della relazione annuale del presidente dell’Assoconciatori Franco Donati, che proprio all’ importanza di risposte tempestive e certe da parte delle istituzioni si appella sottolineandone la rilevanza nella programmazione dell’attività di impresa. «Un distretto che pur nella situazione attuale di disastro del Paese – prosegue Donati – riesce a garantire il futuro di centinaia di aziende, ha bisogno di certezze, non di possibili bombe ad orologeria che possono scoppiare per le incertezze o gli equivoci sui provvedimenti della pubblica amministrazione. Provvedimenti che potrebbero minare fortemente la possibilità di mantenersi su questo territorio».

Passato e futuro a confronto nell’assemblea, in cui l’Assoconciatori sintetizza l’anno appena trascorso, passando per un presente in cui non mancano incertezze, con un 2012 che vive un momento di stallo dopo un avvio brillante per il comparto della concia: le grandi firme della moda sono caute nel momento in cui devono passare agli ordini ed alcune aziende registrano un calo produttivo con ordini che si concentrano soprattutto su quelle più strutturate che hanno mostrato nel tempo maggiore affidabilità.

Tra i temi principali dibattuti nel corso dell’assemblea quello del contrasto al lavoro nero, contro il quale l’Associazione Conciatori ribadisce tutto il suo impegno: in questo, particolare centralità viene rivestita dal codice etico, già presentato lo scorso febbraio ed ora giunto ad approvazione ed inserito nello statuto dell’Associazione Conciatori, appositamente modificato con l’introduzione di un nuovo specifico organo posto a vigilanza dell’applicazione di quel codice, il collegio dei “probiviri”. «Nel mondo, l’utilizzo della pelle che produciamo – afferma il presidente Donati – è il futuro delle nostre aziende, ma sarà importante il come la pelle viene prodotta, in quali condizioni di lavoro e di rispetto ambientale. Il tutto riconoscendo il ruolo insostituibile dei conto-terzi. Il codice etico è uno strumento che deve documentare che i nostri rapporti associativi si fondano su comportamenti commercialmente e moralmente corretti». Preposto al controllo della effettiva applicazione dei principi sanciti nel codice etico è appunto il collegio dei “probiviri”, nuovo organo che va a completare la struttura dell’associazione. Questa la composizione del collegio: membri effettivi Mario Caponi, Valerio Nuti e Piero Caponi, membri supplenti Alberto Marconi e Carlo Lapi.

Il “fare rete” continua ad essere per l’Associazione Conciatori la principale cifra distintiva ed arma vincente anche per il futuro. «Le nuove sfide dei mercati – spiega Donati – con il crollo dei consumi interni e con l’esigenza di adeguarsi ad una forte internazionalizzazione verso Paesi a crescita esponenziale, richiedono al settore manifatturiero italiano nuovo impegno. Le indicazioni degli economisti sono quelle di accorparsi, aggregarsi e unirsi in uno sforzo comune: noi fin dagli anni ’70 abbiamo costituito materialmente un sistema di imprese assolvendo nella sostanza a tutto quanto si richiede ad una rete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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