Il Tirreno

Pontedera

I prodotti di Marianelli sbarcano in cucina all’Osteria del Norcino

di Cristiano Marcacci
I prodotti di Marianelli sbarcano in cucina all’Osteria del Norcino

Il nodino di Montopoli, la soppressata, il costolaccio in barrique al vino Sterpato e il rivoluzionario Macchiaiolo affinato alla grappa Varramista diventano materia prima per alcuni piatti originali

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MONTOPOLI. Vi raccontiamo una storia. Una storia vera, direbbe Lucarelli. Un giorno, dopo essersi innamorato di quei sapori in occasione del “Vinitaly”, un facoltosissimo imprenditore russo proprietario di dodici ristoranti di lusso sparsi un po’ in tutto il mondo piombò nel centro storico di Montopoli alla ricerca della storica norcineria Marianelli, aperta dal 1910 grazie al lavoro di cinque generazioni. Gli bastò domandarlo al primo che passava in paese per trovarla. Una volta dentro, chiese subito del titolare. «Buongiorno – affermò con un italiano un po’ stentato ma ugualmente comprensibile –, si ricorda di me? Ci siamo conosciuti allo stand dei vini Varramista a Verona. Sono venuto per prenotare cento Stradivari sotto cenere per i miei locali». Luca Marianelli rimase spiazzato dall’intraprendenza del russo (e anche dalle sue possibilità economiche, dal momento che questo tipo di prosciutto viene venduto a 25 euro al chilo al pezzo ed un pezzo è di solito tra i dieci e gli undici chilogrammi), ma poi, passati alcuni minuti, ebbe modo di riflettere e di mettere insieme le parole per rifiutare cortesemente. «Gli spiegai – ricorda – che arrivo a farne solamente 60-70 pezzi all’anno e che non avrei potuto darli tutti a lui, perché devo accontentare tutta la mia clientela e perché, soprattutto, tengo moltissimo al fatto che lo Stradivario rimanga una produzione di nicchia. È giusto che la gente lo trovi solo da me oppure in pochi altri posti, molto selezionati».

Marianelli non vuole che i suoi prodotti si avvicinino ai rischi di globalizzazione. Altrimenti, addio ad oltre cento anni di sopraffina arte norcina. È così per lo Stradivario sotto cenere (prosciutto ricavato dal maiale pesante nostrano che, dopo la salatura, viene fatto stagionare per 14 mesi e, successivamente, affinato per 10-12 mesi sotto la cenere all’interno di cassapanche di legno), ma anche per l’antico nodino di Montopoli (salume lavorato con aromi tipici del luogo), per il costolaccio in barrique al vino Sterpato di Varramista, per la soppressata, per il Castruccino (salame ricavato da carni sminuzzate a punta di coltello) e per l’ultimo arrivato, il rivoluzionario Macchiaiolo, un particolare salame fatto con carni di maiale pesante e cinghiale di macchia, ideato dalla rielaborazione in chiave moderna di un'antica ricetta di un bracconiere vissuto a Montopoli. Senza dubbio geniale e sensazionale al palato la sua affinatura nella grappa Varramista.

Un tripudio di profumi e sapori che non potevano limitarsi alle mura della macelleria. Ecco il salto di qualità di Marianelli, di sua moglie Lucia e del figlio Mirko: la nascita, pochi mesi fa, dell’Osteria del Norcino, proprio di fronte al negozio. Una sala degustazioni dove si può cenare al prezzo più che invitante di 25 euro (tutti i sabato sera e gli altri giorni solo su prenotazione da parte di gruppi al numero 0571-466978) e che si è pian piano trasformata in una sorta di laboratorio gastronomico. In questo periodo, infatti, Marianelli sta vivendo l’affascinante esperienza di far diventare i prodotti della sua macelleria materia prima d’eccellenza per gustosi e originali piatti. Con l’aiuto di alcune ottime casalinghe del paese, le quali ovviamente non hanno mancato di iscriversi alla prima edizione del concorso per ricette “Il Mestolo del Tirreno”, nei giorni scorsi alcuni fortunati clienti dell’Osteria hanno già avuto modo di assaggiare e apprezzare l’insalatina di soppressata all’arancia selvatica, le tagliatelle con asparagi e costolaccio di Montopoli, gli straccetti al Macchiaiolo e il Nodino di Montopoli alle mele. «All is delicious», hanno esclamato alcuni turisti belgi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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